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 2007  agosto 12 Domenica calendario

MOSCA – riemerso il Titanic. Ma non sulla superficie dell’Atlantico, bensì su quella altrettanto piatta dei teleschermi russi

MOSCA – riemerso il Titanic. Ma non sulla superficie dell’Atlantico, bensì su quella altrettanto piatta dei teleschermi russi. E di rimbalzo del mondo intero. Perché le immagini trasmesse il 2 agosto dai notiziari moscoviti non erano quelle dell’eroica spedizione polare che ha piantato la bandiera bianco-rosso-blu sul fondale dell’Artico, ma spezzoni del film di James Cameron del 1997 con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. Una truffa planetaria. Alla quale hanno abboccato i mass media di tutto il globo. Tranne un ragazzino finlandese di 13 anni, Valter Seretin, fanatico del kolossal hollywoodiano: che si è accorto subito che i fotogrammi spacciati per quelli dei due batiscafi russi in immersione erano in realtà le scene iniziali del film Titanic, quando analoghi mini- sommergibili ispezionano il relitto del transatlantico affondato. Uno scenario alla Capricorn One, per citare un altro film di culto del 1978 con O.J. Simpson, in cui si immagina che la Nasa organizzi in studio un finto sbarco su Marte, allusione alle teorie cospirative secondo cui l’allunaggio dell’Apollo XI nel 1969 fu solo una montatura cinematografica. Con questo non si vuol dire che i russi non siano effettivamente andati sotto la calotta polare: ma è certo che i telegiornali fedeli al Cremlino hanno pensato bene di impepare il tutto con un pizzico (pizzico?) di fiction. Dubbi residui in proposito non ce ne sono. Il ragazzino finlandese ha avvisato un giornale locale, Ilta-Sanomat, che ha girato la questione agli esperti dell’Università di Tampere. Il loro responso è stato categorico: le immagini trasmesse dal telegiornale russo Vesti del canale Rossija sono un plagio cinematografico. E a Mosca non provano nemmeno a negare. Interrogata dal quotidiano Kommersant, l’addetta stampa del programma Vesti Yulija Papilova ha ammesso: «Effettivamente, nel corso del reportage sono state impiegate immagini forniteci dall’Istituto oceanografico russo, al quale appartengono i batiscafi. Noi abbiamo utilizzato queste immagini per illustrare il nostro soggetto». D’altra parte in Russia l’immaginazione era arrivata al potere già nel Settecento: il principe Potemkin, governatore di Crimea, è passato alla storia per gli allestimenti di finti villaggi consistenti di facciate vuote, colorate e ridenti, per allietare il viaggio di Caterina la Grande. E due secoli dopo il potere continua a usare l’immaginazione per modellare la realtà a propria somiglianza. Come che sia, Titanic o non Titanic, mentre Mosca è pavesata di poster con i faccioni dei tre esploratori polari, «eroi della Russia», nelle capitali occidentali la macchina degli avvenimenti si è messa in moto in maniera inarrestabile. Ed è scattata una corsa al Polo Nord che ricorda quella fra Usa e Urss per la conquista dello spazio stellare. Il Canada ha annunciato la costruzione di due basi militari nell’Artico e ha ribadito che non intende rinunciare alle proprie mire sulla regione. Il premier canadese, Stephen Harper, ha reso noto che Ottawa costruirà una base di addestramento per l’esercito a Resolute Bay, sull’isola di Cornwallis, a 600 chilometri dal Polo Nord, e un porto per il rifornimento per le navi da guerra nella vicina Nanisvik. Harper è impegnato in un viaggio di tre giorni tra le acque dell’Oceano Artico per sostenere i diritti di sovranità territoriale del suo Paese nella zona. Il governo canadese ha già stanziato un finanziamento per la costruzione di sei navi che presidieranno l’area artica, nel tentativo di assicurarsi il «Passaggio a Nord Ovest». In scia si è messa subito la Danimarca: oggi parte infatti una spedizione di un mese che esplorerà la «Dorsale Lomonosov», che Mosca ritiene colleghi il Polo Nord alla sua piattaforma continentale, per stabilire se essa conduca anche fino alla Groenlandia, che è provincia autonoma danese. La spedizione, che si chiamerà Lomrog (acronimo inglese di «Lomonosov Ridge Off Greenland », Dorsale Lomonosov al largo della Groenlandia), partirà dal porto di Tromsoe, nel nord della Norvegia, e sarà appoggiata da due navi rompighiaccio. Il rientro è previsto alle isole Svalbard (Norvegia). E una nave rompighiaccio della Guardia costiera americana è in viaggio verso l’Alaska, da dove proseguirà in direzione nord per mappare il fondale della regione artica. « soltanto una spedizione scientifica – ha dichiarato Larry Mayer, direttore del Centro per la cartografia costiera e oceanica presso l’Università del New Hampshire ”. Non pianteremo nessuna bandiera». Per ora.