Corriere della Sera 12/8/2007, 12 agosto 2007
Una sigaretta, uno zampirone, una striscia di juta arrotolata come un candelotto ( foto a destra). Tre sistemi artigianali, semplici da realizzare e (quasi sempre) a prova di indagini scientifiche
Una sigaretta, uno zampirone, una striscia di juta arrotolata come un candelotto ( foto a destra). Tre sistemi artigianali, semplici da realizzare e (quasi sempre) a prova di indagini scientifiche. Sono i tre inneschi preferiti dai piromani. Funzionano tutti allo stesso modo: basta incollare alla sigaretta, allo zampirone o al tessuto quattro o cinque fiammiferi di legno, disposti a corona. I tempi di reazione sono variabili. Nel caso della sigaretta, da quando viene accesa a quando prendono fuoco le capocchie dei fiammiferi passano solo 10-12 minuti. Perché il fuoco passi dallo zampirone al fiammifero servono 40 minuti ( foto sopra). I 17 inneschi sequestrati a Di Girolamo erano fatti proprio così. Il manicotto di juta, arrotolato con del filo di ferro, brucia ancora più lentamente: per scatenare l’incendio serve almeno un’ora. Sistemi elementari, che non lasciano tracce. A parte, qualche volta la sigaretta: se viene recuperato il mozzicone bruciato, infatti, è possibile risalire al dna di chi l’ha accesa. (fotoservizio Emilio Nessi)