Armando Zeni, La Stampa 11/8/2007, 11 agosto 2007
ARMANDO ZENI
MILANO
Passerà attraverso la Gran Bretagna, a sostegno del progetto di integrazione tra Tiscali Uk e l’appena acquisita Pipex, l’intervento di Management&Capitali nel gruppo che fa capo a Renato Soru. Nessuna partecipazione nell’aumento di capitale da 200 milioni di euro di Tiscali spa, nessun successivo soccorso per accollarsi l’eventuale inoptato, nessuna ipotesi vicina e lontana di diventare azionisti della capogruppo. Nel giorno della conferma, con tanto di comunicato congiunto, dell’intervento di M&C che ha concordato con Tiscali di «investire da 50 fino a 165 milioni di euro in Tiscali Uk con modalità che potranno variare dalla sottoscrizione di un prestito obbligazionario convertibile all’aumento di capitale», arriva direttamente dai vertici di Management&Capitali la frenata sull’ipotesi affascinante - che non a caso ha subito infiammato la Borsa dove Tiscali, dopo il balzo dell’altro ieri sull’onda dei rumor, anche ieri (con un +O,75%) è stato uno dei pochi titoli a chiudere in rialzo - del grande ritorno di Carlo De Benedetti nel settore delle telecomunicazioni.
Giura che con la decisione di investire in Tiscali Uk, l’Ignegnere c’entri poco, il presidente del consiglio di gestione di M&C Corrado Ariaudo. Ovvio, fa capire, che anche De Benedetti fosse informato dell’operazione visto che ogni decisione di investimento superiore ai 100 milioni di euro deve essere approvata preventivamente dal consiglio di sorveglianza di cui l’Ingegnere è presidente. Ma niente di più. Anche perchè, pur essendone stato l’ideatore, oggi come oggi De Benedetti pesa per il 9,4% in M&C, meno di altri grandi investitori istituzionali come Goldman Sachs, Shroeder e i fondi Cerberus. Che poi, se non l’Ingegnere direttamente, nell’operazione allo studio in Inghilterra abbiano avuto ruolo e peso alcuni dei suoi ex collaboratori in Olivetti come l’oggi amministratore delegato di Tiscali Tommaso Pompei o come lo stesso Aiaudo o come Arnaldo Borghesi che sta tuttora nel cda di Tiscali ed era in quello di sorveglianza di M&C, questa è tutt’altra storia.
Così come è storia ancora tutta da scrivere se il sostegno finanziario, promesso da Management&Capitali a Tiscali Uk, un giorno o l’altro si concretizzerà anche in un intervento in Italia. Per esempio, a sostegno dei progetti di acquisizione che vedrebbero Tiscali molto interessata a Tele2, operatore alternativo nella fonia e nell’Adsl, che è oggetto del desiderio anche da parte di Wind e di Vodafone. Per ora, insistono in M&C, «siamo interessati al progetto inglese». Che, detto in sintesi, prevede l’integrazione tra Tiscali Uk, società valutata dagli analisti del settore tlc 900 milioni di euro prima del recente acquisto (per 310 milioni) del quarto operatore in Gran Bretagna con un milioni di clienti, e appunto la Pipex. L’idea è di quotare entro i prossimi tre anni la realtà Tiscali Uk-Pipex, valore tra l’1,2 e l’1,3 miliardi di euro, alla Borsa di Londra. E’ in questo progetto che M&C ha deciso di intervenire o sottoscrivendo un aumento di capitale di Tiscali Uk o sottoscrivendo un prestito obbligazionario convertibile («Si vedrà, dipenderà dall’evoluzione dei progetti di sviluppo allo studio», spiega Ariaudo), alternative che saranno decise entro fine anno. Già stabilito, in ogni caso, che M&C abbia un proprio consigliere in Tiscali Uk. Insomma, l’obbiettivo di M&C per ora è circoscritto: puntare sulle prospettive di sviluppo e sulla prossima quotazione della controllata inglese di Tiscali una parte (tra i 50 e i 165 milioni) dei 500 milioni di liquidità attualmente a disposizione del Fondo. Con gran soddisfazione dell’ad di Tiscali Pompei che si dice «lieto per questo accordo che si aggiunge - ricorda - a quello recentemente concluso per 650 milioni con Intesa Sanpaolo e Jp Morgan e che offre al gruppo Tiscali ulteriore flessibilità finanziaria per proseguire le opportunità di sviluppo e il proprio piano industriale».