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 2007  agosto 11 Sabato calendario

Fosse stato figlio di un altro padre, capitano d’industria o accademico del Nord, magari ne parlerebbero come di un rampollo prodigio, destinato a calcare le orme del genitore

Fosse stato figlio di un altro padre, capitano d’industria o accademico del Nord, magari ne parlerebbero come di un rampollo prodigio, destinato a calcare le orme del genitore. Siccome il giovane Pellegrino è di origine campana, e di cognome fa Mastella, e il babbo Clemente siede nel governo, anzi ne è l’ago della bilancia, e come politico bada notoriamente al sodo, ecco che tutti si danno di gomito: se a soli 31 anni d’età il ministro dello Sviluppo l’ha ingaggiato come consulente, non può essere stato certo per meriti accademici. Necessariamente dev’esserci lo zampino di papà. O in alternativa di mammà, dato che pure Sandra Lonardo è, politicamente parlando, una potenza: presidente del Consiglio regionale in Campania. Insomma, il solito inguaribile pregiudizio contro i «terroni» (visto da Sud). Oppure la solita operazione clientelare (se si guarda da Nord). Ne sia prova il rilievo con cui il «Sole 24 ore», quotidiano milanese di Confindustria, ha titolato ieri la notizia della consulenza. Ammiccante. Venduta come nuova (anche se circolava da un po’). Quasi a dire: guardate da chi si fa consigliare il ministro Bersani... Tutto assolutamente lecito, per carità, e trasparente. Il contratto del dottor Pellegrino Mastella compare in un elenco di nomi lungo sei pagine cui chiunque può attingere cliccando sul sito ministeriale (www.sviluppoeconomico.gov.it). Il suo incarico di «approfondire le specificità dei modelli anglosassoni e le implicazioni con il diritto societario», viene precisato in ambienti ministeriali, scadrà a fine anno. Costo per il contribuente italiano: 32 mila 400 euro. Che paragonati alle prebende di certi consiglieri governativi sono una cifra ancora abbastanza modesta. Dunque non ha del tutto torto il babbo Guardasigilli a ringhiare, quando qualcuno sfiora l’argomento, che «quel contratto è alla luce del sole, lui se lo merita, Pellegrino è laureato in Legge e avvocato, con specializzazione proprio in Diritto comunitario, per piacere evitiamo polveroni». Però è altrettanto vero che, con le stesse identiche credenziali ma senza un babbo ministro, chissà quanti «cervelli» rimangono lungamente a spasso. E comunque, far passare Pellegrino per scienziato del diritto sarebbe davvero troppo. Il ragazzo è sveglio, capace, stessa identica faccia da simpatico bulldog di Clemente con 30 anni in meno (e altrettanti chili). Ma il suo principale ramo d’attività, negli ultimi tempi, non è stato il diritto comune anglosassone bensì l’italico calciomercato. Agente di promettenti giovanotti, due soli in verità, anzi uno (Rey Volpato, piazzato alla Juve) perché l’altro (Carmelo Imbriani, girato al Benevento) è suo lontano cugino. Poca «merce» e sfigata, a confronto dei grandi campioni trattati dalla Gea. Ed è stata una fortuna, perché quando le inchieste hanno scoperchiato «Calciopoli», Pellegrino ne è uscito completamente illeso, pur citato en passant da Moggi-Belzebù in un paio di telefonate. Gli avversari politici del babbo, inutile dire, hanno provato a ricamarci su. E lo stesso hanno fatto i nemici di mamma Sandra, insinuando con tanto d’interrogazioni parlamentari che Pellegrino fosse tra i partner di uno studio legale, incaricato di assistere la Asl n.2 di Salerno. Tante voci, e altrettante invidie per un ragazzo che alla cresima ha avuto per padrino un big della vecchia Dc come Nicola Mancino, presidente del Senato. E alla festa di matrimonio con la bella Alessia, un anno fa a Ceppaloni, l’intero governo della Repubblica: da Prodi a D’Alema, da Amato a Parisi. E Katia Ricciarelli a cantare l’Ave Maria in chiesa. E Claudio Baglioni ad allietare il sobrio ricevimento per 600 coperti... Anche qui: tanto sfoggio di potenza familiare può essere considerato una benedizione, perché qualunque ministro è lieto di darti una consulenza. Oppure può risultare una condanna. Qualunque cosa faccia d’ora in avanti Pellegrino, tutti diranno che, bella forza, lui è nato con la camicia. Stampa Articolo