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 2007  agosto 11 Sabato calendario

Primo Levi fu liberato dal campo di Monowitz il 27 gennaio del 1945 - Monowitz era una delle sezioni in cui era diviso Auschwitz

Primo Levi fu liberato dal campo di Monowitz il 27 gennaio del 1945 - Monowitz era una delle sezioni in cui era diviso Auschwitz. Impiegò otto mesi per tornare a Torino, compiendo un percorso sinuoso, tortuoso, molto più lungo di quanto sarebbe stato necessario a coprire lo spazio che divideva il luogo di morte in cui i nazisti lo avevano costretto per undici mesi da quello in cui la sua vita si era fino ad allora svolta. Uno spazio percepito come una lunga sospensione. La direzione di marcia si indirizzò verso est, ed era opposta a quella che lo avrebbe ricondotto a casa. Da Auschwitz Levi si spostò a Leopoli, nell´attuale Ucraina, poi addirittura salì verso quella che oggi è la Bielorussia e quindi scese verso la Moldavia e di lì finalmente si rivolse verso Occidente, attraversando la Romania, l´Ungheria, l´Austria e arrivando a Torino il 19 ottobre del ´45. La storia di quel viaggio è raccontata ne La tregua, che Levi scrisse fra il 1961 e il 1962, pubblicandolo poco dopo. La tregua è un libro concepito con il senno del poi, narra gli avvenimenti a quindici, sedici anni di distanza e raccoglie, oltre alle vicende di quella peregrinazione, la storia che l´Europa aveva vissuto negli anni successivi alla guerra. La tregua è quella personale, fra la morte e la vita, che Levi sperimenta sulla sua pelle di deportato e di sopravvissuto. Ed è quella che il vecchio continente affronta fra la guerra combattuta con le armi e quella, definita poi fredda, che avrebbe contrapposto il blocco occidentale a quello orientale. La stessa sospensione, la stessa condizione in bilico percorre La prova (Einaudi, pagg. 200, euro 12,80), il libro in cui Marco Belpoliti, insegnante universitario e critico letterario della Stampa, del Manifesto e dell´Espresso, ha riversato le impressioni e gli appunti di un viaggio compiuto seguendo lo stesso itinerario di Levi, a sessant´anni di distanza. Da quell´esperienza, condotta insieme al regista Davide Ferrario, è nato un film, La strada di Levi, uscito nelle sale cinematografiche all´inizio di quest´anno.