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 2007  agosto 11 Sabato calendario

MILANO

L´ondata di realizzi che si è abbattuta su tutto il comparto bancario mondiale, ha fatto tremare le quotazioni del colosso olandese Abn Amro, l´istituto che è oggetto di ben due offerte concorrenti ovvero quella promossa dalla triplice alleanza tra scozzesi, spagnoli e belgi e quella degli inglesi della Barclays. Alla luce delle nuove incertezze legate ai mutui subprime, il mercato ha infatti temuto che anche le due offerte rivali sulla banca guidata da Rijkman Groenink potessero essere messe in discussione. E così, nonostante le smentite, i titoli dell´istituto quotato a Amsterdam hanno perso il 3,48% scivolando a 33,85 euro, dopo aver toccato un -11%. Non è andata meglio a tutti le azioni dei gruppi coinvolti nell´operazione: Royal Bank of Scotland ha perso il 3,85% scivolando a 5,62 sterline, Santander il 3,24% a 13,43 euro, Fortis il 3,39% a 26,82 euro e Barclays ha pagato il conto più salato cedendo il 6,38% a quota 6,38 sterline.
Dal momento che l´offerta del colosso guidato da John Varley è rappresentata per due terzi da azioni del gruppo inglese (vengono offerte 2,13 Barclays e 13,15 euro per ogni Abn), ieri l´Opa del gruppo corrispondeva a 33,2 euro per ogni azione della banca olandese, ovvero il 12,7% in meno rispetto a quella dei concorrenti. L´istituto guidato da Fred Goodman propone invece 35,6 euro in cash e 0,296 azioni di Royal Bank of Scotland, che date le quotazioni attuali, significa una valutazione di 38,02 euro per ogni azione Abn.
Ieri si è inoltre svolta l´assemblea dei soci di Royal Bank, che ha approvato l´operazione con il 94,5% dei voti favorevoli. A margine della riunione dei soci, il management del colosso scozzese ha ribadito come quest´acquisizione abbia un forte valenza strategica. «E´ raro che un´opportunità come quella di Abn Amro risponda in modo così stretto alle nostre priorità - ha dichiarato Tom McKillop, amministratore delegato del gruppo scozzese - il consiglio ha preso in considerazione tutti gli elementi, abbiamo valutato anche altre banche, ma pensiamo che questa sia l´opzione migliore». Anche dal Santander e da Fortis sono arrivati rassicurazioni al riguardo: il management della banca spagnola e di quella belga non temono infatti che gli asset di Abn Amro siano a rischio di maxi svalutazioni per colpa dei mutui subprime. Da Barclays, invece, non è giunta nessuna conferma ufficiale, tuttavia fonti vicine al gruppo hanno confermato che l´istituto di Varley è intenzionato a giocare la partita fino in fondo.
Ad ogni modo, l´attuale debolezza dei mercati rende poco competitiva l´offerta degli inglesi: affinché le due proposte abbiano una simile valutazione, le azioni di Barclays dovrebbero infatti salire fino a quota 7,9 sterline. Questo significa che se entro il 4 di ottobre - l´ultimo giorno utile per accettare l´Opa di Barclays - i titoli dell´istituto non si saranno apprezzati almeno del 24%, l´offerta dei concorrenti sarà destinata a prevalere. L´unica condizione posta da Royal Bank e soci, è infatti che le adesioni all´Opa siano tali da raggiungere l´80% del capitale della banca olandese, pertanto finché i titoli di Barclays resteranno su questi livelli, la maggioranza degli azionisti di Abn dovrebbe prediligere l´offerta degli scozzesi. L´esito della battaglia sul colosso guidato da Groenink avrà inoltre importanti ricadute anche sui futuri assetti del sistema bancario italiano. Il colosso olandese controlla infatti il 100% di Antonveneta ed è il primo azionista di Capitalia (con il 7,7% del capitale) pertanto si troverà ad avere una partecipazione qualifica della futura Unicredit Group.