Barbara Ardu, la Repubblica 11/8/2007, 11 agosto 2007
ROMA - Frena la crescita economica e aumenta il debito pubblico. Ma i rendimenti dei titoli di Stato salgono, così come le entrate fiscali
ROMA - Frena la crescita economica e aumenta il debito pubblico. Ma i rendimenti dei titoli di Stato salgono, così come le entrate fiscali. In un mix di effetti sempre più intricato. l´Istat a certificare che nel secondo trimestre del 2007, il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,1 per cento, un aumento minimo, il più basso dalla fine del 2005, anno della crescita zero. Su base annua siamo all´1,8 per cento. Un dato che allontana l´obiettivo del 2 per cento fissato dal governo, che allarma economisti e sindacati e che rischia di far saltare i conti pubblici. Se la crescita economica diminuisce aumenta infatti il rapporto defict/Pil. Per riequilibrarlo, come chiede l´Unione europea, il governo dovrà stringere i cordoni della borsa, magari rinunciando a redistribuire "tesoretti". Al ministero dell´Economia si attendevano un «segnale migliore», ma ricordano che «Tommaso Padoa-Schioppa non ha mai ecceduto in facili ottimismi, anzi ha sempre fatto appello alla prudenza, sia sull´andamento congiunturale che sui conti pubblici». Nulla però è ancora perduto. «L´obiettivo del 2 per cento non è pregiudicato - dicono fonti del dicastero - ma certo i trimestri successivi dovranno essere molto buoni». Possibilista anche Pierluigi Bersani (Sviluppo economico): il 2 per cento è «raggiungibile, anche se i dati indicano che «c´è ancora da combattere». Dagli economisti arriva un segnale di prudenza. «Qualcuno ha sognato in grande», sostiene Giacomo Vaciago. «Una crescita del 2 per cento «è una previsione più ottimistica di quella che i dati ci suggeriscono», sostiene Fabrizio Onida. Non abbassa invece le previsioni Morgan Stanley, che conferma una crescita del Pil dell´1,9 per cento nel 2007. Preoccupati i sindacati, che però confidano nell´azione del governo. «Non è possibile pensare che il Pil possa crescere senza interventi a sostegno della produttività», spiega Marigia Maulucci (Cgil). Sulla stessa linea la Cisl: per Pierpaolo Baretta è necessario imboccare «con decisione la strada della concertazione». La Uil definisce «preoccupante», la stima Istat, mentre l´Ugl teme per l´occupazione. Tutta colpa della politica economica del governo, attacca l´opposizione. «Una montagna di tasse, burocrazia e controlli inquisitori» che hanno soffocato le imprese, accusa Adolfo Urso (An), mentre per Maurizio Sacconi (Forza Italia) «si vedono le conseguenze di «una Finanziaria viziata dalla pesante componente fiscale». A complicare il quadro arrivano i dati di Bankitalia sul debito pubblico, che in maggio ha raggiunto il livello record di 1.626,316 miliardi di euro (contro i 1.605,6 di aprile). Debito che rischia tra l´altro di costare sempre di più dal lato degli interessi: i rendimenti dei Bot sono ormai stabilizzati sopra quota 4 per cento. Nell´asta di ieri quelli annuali hanno spuntato un rendimento del 4,247 per cento. Meglio ancora hanno fatto i Bot a 3 mesi, con un rendimento del 4,084 (+0,68), ai massimi da agosto 2001. L´incertezza dei mercati sta infatti convincendo gli investitori a spostarsi su titoli più liquidi, mentre già da mesi i piccoli risparmiatori sono tornati ai Bot. E continuano a crescere le entrate tributarie: il gettito fiscale del primo semestre 2007 segna un nuovo andamento positivo, con un aumento di 13,4 miliardi (+8,11 per cento) sullo stesso periodo dello scorso anno. Ferma l´inflazione a luglio che su base annua si attesta a 1,6 per cento.