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 2007  agosto 10 Venerdì calendario

GIOVANNI CORTINOVIS

Una selva di numeri, leggi e normative fiscali che cambiano da Paese a Paese. Ecco dieci domande e dieci risposte per capire il caso Valentino Rossi.
1 A quanto ammonta il reddito che Valentino Rossi non avrebbe dichiarato?
L’Ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate ha contestato a Rossi compensi non dichiarati per 58 milioni 950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004.
2
Quale è l’importo non versato al fisco?
Considerando Irpef, Irap e Iva, l’evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro.
3
E’ la somma che l’Agenzia delle Entrate ha chiesto a Rossi?
No, perché il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi. Il totale dovuto ammonta quindi a 112 milioni di euro.
4
Come è stato possibile passare da «soli» 43,7 a «ben» 112 milioni?
Per tutti e 5 gli anni in questione Rossi ha presentato una dichiarazione Irpef infedele, cioè per un reddito inferiore a quello reale. Lo stesso ha fatto per l’Irap e l’Iva del 2000: per queste violazioni, la sanzione va dal 100 al 200 per cento dell’imposta in più dovuta. Per il quadriennio 2001-2004 non è invece stata presentata alcuna dichiarazione Irap e Iva: in questo caso la sanzione va dal 120 al 240 per cento dell’imposta dovuta.
5
Quali alternative ha ora Rossi?
Esclusa l’ipotesi che Rossi non faccia nulla, gli restano 3 possibilità: pagare quanto richiesto, impugnare la contestazione davanti alla Commissione tributaria provinciale, cercare un accordo con l’Agenzia delle Entrate, tramite una istanza di accertamento con adesione.
6
Quanto tempo ha Rossi per decidere cosa fare?
Rossi ha 60 giorni che solitamente decorrono da quando viene notificato l’avviso di accertamento. Nel caso in questione, però, la notifica è avvenuta il 3 agosto e questo gli garantisce ulteriori 45 giorni grazie alla «sospensione dei termini processuali nel periodo feriale». La legge 7 ottobre 1969 n. 742 prevede la sospensione del decorso dei termini processuali dal 1˚ agosto al 15 settembre. Pertanto i 60 giorni partono dal 16 settembre.
7
Quali criteri ha usato il fisco per dimostrare che Rossi è residente in Italia e non in Gran Bretagna?
Per contrastare le fittizie residenze anagrafiche all’estero vengono considerati i giorni trascorsi in Italia (almeno 183 all’anno, cioè la metà più uno di 365) ma anche i legami familiari e affettivi. Per essere considerati residenti in Italia è sufficiente quindi aver mantenuto nel nostro Paese il «centro» dei propri legami familiari. Ed è proprio quello che hanno appurato i ripetuti appostamenti.
8
Cosa rischia Rossi?
Dal semplice pignoramento dei beni fino al carcere da uno a 3 anni.
9
Quanto tempo ci vorrà prima di avere la sentenza definitiva?
Negli ultimi anni le cause fiscali si sono velocizzati ma in media per arrivare a una conclusione servono ancora dai 3 ai 4 anni.
10
E per gli anni 2005 e 2006?
Rossi rischia di pagare una multa salata anche per le ultime stagioni. Per evitarla può ricorrere al ravvedimento operoso, pagando il dovuto più una sanzione del 30 per cento.