(Elisabetta Rosaspina, Corriere della Sera 9/8/2007), 9 agosto 2007
Sex. Da tempo il Comune di Madrid ha disposto dei filtri nel sistema informatico per evitare che i dipendenti durante l’orario di lavoro visitino invece siti porno
Sex. Da tempo il Comune di Madrid ha disposto dei filtri nel sistema informatico per evitare che i dipendenti durante l’orario di lavoro visitino invece siti porno. Digitando nel motore di ricerca qualunque parola con prefisso ”sex” la navigazione in Internet si blocca e appare la schermata con scritto: "La politica di utilizzo della sua organizzazione restringe al momento l’accesso a questo sito web". Nessuna polemica finché l’ignara consigliera socialista Angeles Alvarez, responsabile delle Pari opportunità, storica femminista castigliana, intenta a documentarsi sulla prossima campagna latinoamericana in materia di igiene sessuale e procreazione, non ha digitato sulla tastiera la parola "sexualidad". Non potendo proseguire nella ricerca, e scoperto il motivo, ha raggirato la censura digitando "ragazze nude". "Per carità, condivido questo tipo di limitazioni sui computer pubblici ed è vero che in passato c’era chi, in consiglio, navigava nei siti porno dai computer messi a disposizione dalla cittadinanza. Ma credo che esistano filtri tecnologicamente più avanzati di questo", il suo commento. L’episodio è subito diventato l’occasione per entrare in polemica col sindaco e avversario politico, Alberto Ruiz-Gallardòn: "Il Partito Popolare che governa Madrid confonde il sesso con la perversione e gli eccessi di zelo finiscono per diventare eccessi repressivi". Segue dichiarazione, allusiva, del portavoce del Municipio: "Il sistema proibisce l’accesso soltanto ai siti dal contenuto sessuale, relazionato al divertimento. Pagine pornografiche, giochi a sfondo sessuale e simili". In difesa la consigliera ha tentato di nuovo la sua ricerca, e stampato la schermata che mostra le parole chiave per mandarla come prova al Partito Popolare, rilasciando un’altra dichiarazione ufficiale: "Quello che loro chiamano divertimento, altro non è che l’uso del corpo femminile. Non so se milioni di donne al mondo, alle quali sono negati i diritti e l’informazione di base per una sessualità sana, considerino così divertente la questione".