Varie, 10 agosto 2007
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Gavioli Roberto
• Milano 16 luglio 1926, 9 agosto 2006. Regista • «[...] pioniere del cinema d’animazione, uno dei principali protagonisti della magica stagione di Carosello. Ma il suo lavoro supera la dimensione pubblicitaria, dal momento che ha firmato per la Rai non solo la prima sigla in grafica computerizzata, ma anche quelle di Canzonissima (la memorabile edizione del ”59 con Delia Scala, Panelli e Manfredi), della Domenica sportiva e di tanti altri programmi. ”Lo si potrebbe chiamare – ha scritto di lui Sergio Zavoli – un talento multimediale; certamente un creativo e un ricercatore, un artista e un uomo-laboratorio, che sa esprimersi con strumenti e registri espressivi diversi. Anche se il più, almeno quantitativamente, l’ha dato all’invenzione e alla scrittura pubblicitaria. Essere un ”pubblicitario” di quella specie, cioè di quella forza e probità, persino civile, significa preservare il proprio ruolo, e naturalmente la propria opera, da tutto ciò che in quell’ambito è destinato al dissolvimento e alla dimenticanza, perché effimero, corrivo e addirittura sleale”. Insieme con il fratello Gino, aveva fondato nel 1953 la Gamma film, vera fucina di creatività televisiva (molte di quelle straordinarie e pionieristiche attrezzature si trovano oggi nel Museo dell’industria e del lavoro ”Eugenio Battisti” di Brescia). Dalla Gamma escono personaggi indimenticabili come Ulisse e l’ombra, il vigile Concilia (cui il pedone rispondeva: ”Mi no so, mi son foresto. Per me tuto va ben, tuto fa brodo”), la famiglia di trogloditi Mammut, Babbut, Figliut, Capitan Trinchetto, Pallina, Tacabanda, il cavallo di ”Vitaccia cavallina”, Caio Gregorio, er guardiano der pretorio (’Fa la guardia nun me piace, c’ho du’ metri de torace”). E poi la splendida Jane Shrimpton per Venus Bertelli. A Torino, nel giugno del 1985, durante un convegno sui primi anni della tv italiana, aveva regalato una lezione indimenticabile sulla pubblicità: ”Se un marziano dovesse venire sulla terra, potrebbe capire molto di noi guardando gli spot più che leggendo libri”. Ci voleva coraggio per dirlo allora, denunciando anche il fatto che ormai (trent’anni fa) la pubblicità italiana aveva perso del tutto la sua identità» (Aldo Grasso, ”Corriere della Sera” 10/8/2007) • «[...] Era il papà di Capitan Trinchetto e di altre indimenticabili star a matita di Carosello. Col fratello Gino [...] aveva generato il più fantasioso e strampalato vivaio di eroi dello spot: Caio Gregorio er Guardiano der Pretorio, il vigile Concilia, il frate Cimabue, Pallina, Vitaccia Cavallina, Tacabanda (con folli invenzioni come le scarpe a molla o la tv tascabile) e lo stringato Gringo, di furba animazione minimalista (qualche veloce zoomata su foto ritagliate) ma d’inesauribile verve in versi (’sarà mezzogiorno, mezzogiorno di cuoco” o ”mi pingo, mi pungo, mannaggia alla rima con Gringo”). Negli anni 50-60 i Gavioli erano uno dei più importanti Studios d’animazione in Europa: la Gamma Film, cinelandia di Cologno Monzese, profetica culla di futuri scambi miliardari tra spot e tv. Mitiche le collaborazioni per i Caroselli dell’epoca: Adriano Celentano interprete della canzone Ringo, su parole di Castellano-Pipolo, Alighiero Noschese, doppiatore-imitatore di Alberto Sordi in Vitaccia Cavallina. I Gavioli sono stati, con i Pagot e poi con Bruno Bozzetto, i nostri decani del cartoon d’autore e grande schermo. Corteggiati dagli studi Disney, preferirono continuare a lavorare in Italia, sfornando medio e lungometraggi come La pentola miracolosa (a Venezia ”56), La lunga calza verde (su sceneggiatura di Cesare Zavattini nel 1961, per il centenario dell’Unità d’Italia, con un casalingo Cavour che sferruzza a maglia lo stivale nazionale) e, soprattutto, nel ”68, Putiferio va alla guerra, che la Cineteca Italiana di Milano ha [...] restaurato per farne uno degli eventi animati alla [...] Mostra di Venezia» (Mario Serenellini, ”la Repubblica” 10/8/2007).