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 2007  agosto 09 Giovedì calendario

«Io non entro in nessun partito. Neanche in quello eventuale di Mastella e Casini, qualora lo facessero

«Io non entro in nessun partito. Neanche in quello eventuale di Mastella e Casini, qualora lo facessero. Ma poi chissà cosa succederà da qui al 2009...». Savino Pezzotta, ex leader della Cisl e organizzatore, animatore – portavoce, specifica lui – del Family day respinge al mittente l’invito del ministro della Giustizia. «Anche se mi interessa quello che Mastella dice sulla governabilità e sul nostro attuale bipolarismo, che proprio non mi piace». Preferirebbe tornare ai tempi della Prima Repubblica? «Ma no, che c’entra? Io vedo che il nostro sistema attuale è troppo rigido, si formano coalizioni che sono sottoposte al ricatto delle ali estreme. Le pare normale un Pasese in cui un governo firma un accordo con i sindacati e il giorno dopo mezzo governo annuncia che gli manifesterà contro? A me non pare normale. E allora dico che bisogna passare a un bipolarismo più flessibile, in cui le coalizioni si formano sui programmi e sui valori e non su schemi rigidi: o di qua o di là». Ci vorrebbe una nuova legge elettorale, lei quale modello preferisce? «Questa è la prima cosa da fare. E io su questo sono d’accordo con Rifondazione comunista: il sistema migliore è il modello tedesco. Che garantisce il bipolarismo ma non lo congela, basta guardare a quel che accade appunto in Germania dove la Merkel governa con i socialdemocratici». Ma in un certo senso è proprio quel che vuole fare Mastella col suo progetto di partito di centro, cattolico, che può allearsi con chi gli è più congeniale. «Ma infatti io osservo con molto interesse quel che si muove nel nostro mondo, tanto più se si tratta del mondo cattolico al quale appartengo. Solo che i partiti non fanno per me. Ho detto no al Partito democratico che non mi piace per come sta nascendo, una fusione tra Ds e Margherita, tutta una storia di apparati. E dico no anche a questo progetto di centro». Eppure i personaggi che dovrebbero dargli vita, le loro idee, i loro valori sono anche i suoi... «Può darsi, ma io insisto nel lavoro che sto facendo insieme ad alcuni amici. Ossia quello di costruire un movimento politico che faccia pressione sulla politica affinché si affermino i valori in cui crediamo: la vita, la famiglia, l’equità sociale. E attenzione: noi siamo cattolici ma in politica siamo laici. La questione cattolica non esiste più, noi siamo una risorsa per la democrazia italiana e non per una nuova Democrazia cristiana». E chi sono gli amici con cui sta lavorando? E come si chiamerà questo Movimento? Avete il Vaticano tra i vostri sponsor? Posso dirle solo che con me lavora Alberto Monticone, ma gli altri nomi non li faccio. Quanto al Vaticano, non scherziamo: io ascolto con attenzione i vescovi perché sono cattolico, ma non ho chiesto permessi a nessuno. Agisco in piena libertà». Almeno ci dica il nome del Movimento? «Niente, top secret. A settembre saprete tutto». Ma questo suo Movimento guarderà sia a destra sia a sinistra, da Fini a Diliberto senza pregiudiziali? «Beh, qualche pregiudiziale ce l’abbiamo. Ma non dico quale».