Marco Castelnuovo, La Stampa 9/8/2007, 9 agosto 2007
Si è mossa la Commissione Europea, allertata l’Antitrust, irritato il Governo. La benzina in Italia costa troppo e l’indice è puntato, oltreché sui petrolieri, sulle Regioni
Si è mossa la Commissione Europea, allertata l’Antitrust, irritato il Governo. La benzina in Italia costa troppo e l’indice è puntato, oltreché sui petrolieri, sulle Regioni. Il decreto Bersani risalente al 1998 indica proprio nella regione, infatti, l’ente locale deputato a definire la normativa perché anche i centri commerciali possano dotarsi di propri distributori di benzina. La grande distribuzione, per l’economia di scala che comporta, permette infatti di abbassare i prezzi di circa 10 centesimi al litro, un risparmio per un automobilista medio di circa 100 euro l’anno. In tutta Europa, vi sono benzinai presso i centri commerciali, in Italia solo 20 su circa 20.000 impianti. In Francia, tanto per fare un esempio, un distributore su tre si trova presso questi nuovi santuari del commercio. E forniscono più della metà di tutta la benzina erogata. Ieri, sulla Stampa, è stato l’amministratore delegato di Conad, Camillo De Berardinis, ad accusare le Regioni di frenare il processo di liberalizzazione non consentendo alla grande distribuzione organizzata l’ingresso sul mercato dei carburanti. «Il consumatore potrebbe contare su uno sconto, da subito, di almeno 7,5 centesimi al litro - ha detto De Berardinis - ma questo è solo l’inizio. Facendo massa critica in seguito potrebbe pagare ancora meno». Questa possibilità sembra essere frenata proprio dalle regioni: «Tutte, in varia misura, hanno posto barriere evidenti. La Toscana ha posto vincoli molto stringenti come quello per cui un distributore può stare solo lungo la strada e non in un’area commerciale». Fatta la legge insomma, gli enti locali hanno varato norme più stringenti che hanno impedito, di fatto, un accesso massiccio di nuovi concorrenti. Ognuna ha posto più o meno vincoli: la definizione di bacini entro i quali permettere nuove aperture; l’individuazione delle tipologie di nuovi impianti ammessi, con l’obbligo a fornire servizi e prodotti aggiuntivi; l’imposizione di distanze minime tra impianti; la fissazione di orari, fasce e turni di apertura; la chiusura di due vecchi impianti in cambio dell’apertura di uno nuovo. Questa l’accusa, grave e circonstanziata. La difesa non si è fatta attendere. Sul banco degli imputati, su tutti, la Toscana che respinge gli attacchi: «Non siamo affatto più vincolisti rispetto alle altre regioni. Contrariamente a quanto affermato da De Berardinis, la normativa regionale non vieta l’installazione di impianti nelle aree commerciali e fa riferimento alla pubblica strada al solo fine del calcolo delle distanze minime tra impianti». Ma così come la Toscana, anche le altre si difendono cercando di giustificare i limiti messi. In Emilia, per esempio, la regione del ministro Bersani, il decreto del 1998 «non è stato toccato» dice l’assessore al commercio Campagnoli. «Non abbiamo messo alcun vincolo, anche la questione delle distanze per noi è superabile - spiega -. L’unico rispetto che imponiamo è quello urbanistico. Per questo - conclude - anche la direttiva europea che ci chiede di superarlo ci lascia perplessi». Chi fa un po’ di autocritica è l’assessore campano Cozzolino: «E’ una anomalia tutta italiana la scarsa concorrenza che caratterizza questo comparto. Ha ragione il ministro Bersani: bisogna andare avanti. Noi, come Regione, siamo pronti a fare la nostra parte in tempi rapidi». Anche Sicilia e Puglia stanno rivedendo interamente i propri piani che dovrebbero vedere la luce a settembre. Ma anche a livello centrale occorre fare in fretta. Martedì, il consigliere del ministro Bersani, Umberto Carpi, ha affermato che «il Ddl liberalizzazioni è sempre più urgente». E proprio il carattere di urgenza potrebbe velocizzare l’apertura della rete carburanti contenuta nel Ddl liberalizzazioni magari con un apposito decreto legge. Il Ddl, approvato dalla Camera, si trova al momento in commissione Industria del Senato che ne ha appena iniziato l’esame. Stampa Articolo