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 2007  agosto 09 Giovedì calendario

ROMA - Onorevole Tabacci, ha letto l´intervista di Mastella sul futuro del centro... «Ho letto, ho letto

ROMA - Onorevole Tabacci, ha letto l´intervista di Mastella sul futuro del centro... «Ho letto, ho letto. Mi sembra che Mastella descriva il disagio che c´è nell´assetto bipolare della Seconda Repubblica. Ha aperto un dibattito privo di furbizie. Mastella sta al governo, l´Udc ci è stata prima e potrebbe tornare. Stare al governo senza avere risolto i problemi della gente e finire nell´elenco della casta non fa molto piacere. Il problema è rendere efficace l´azione di governo. Questo comporta degli atti di generosità. Per esempio abbandonare i partiti personali. Mastella spezza una lancia in questa direzione. Casini non ha fatto mistero di ragionare così. Perché se si vuole dar vita ad un nuovo soggetto bisogna partire dalla base politica e programmatica». Anche il segretario dell´Udc Cesa ha detto cose che sembrano andare in direzione della nascita di un "grande centro"... «Cesa individua nell´area del centrodestra degli interlocutori che hanno dimostrato di vedere tutti i limiti dell´attuale assetto: Maroni, Alemanno, Sacconi. Hanno posizioni riformatrici abbastanza interessanti. Nel centrosinistra ci sono Mastella e Di Pietro, quelli che hanno manifestato più volte il loro disagio». Andreotti dice che il progetto di Mastella non è stravagante. Ma realizzarlo è tutt´altra cosa... «Prima di parlare di una progettualità politica legate a future convergenze bisogna ridefinire l´assetto politico. Questo è il dato preliminare. Non a caso Mastella fissa la data del 2009 e in occasione di quella partita immagina di dare vita a un grande schieramento centrale. Una critica implicita all´attuale assetto bipolare. La posizione di Mastella si incrocia allora con quella di quanti, come l´Udc, chiedono la fine del governo Prodi attraverso la formazione di un governo di garanzia, di un governo del presidente, che possa affrontare alcune questioni che altrimenti resteranno irrisolte». Quali questioni? Faccia qualche esempio... «Abbiamo buone intenzioni di liberalizzare e invece si partoriscono topolini. C´è il problema del controllo della finanza pubblica a fronte di pressioni forti sulla spesa. Per risolvere questi problemi serve una ricostruzione dell´assetto politico del nostro paese, oggi basato su un bipolarismo statico e muscolare che, da un lato, si regge sulla minaccia del ritorno di Berlusconi e, dall´altro, sul perpetuarsi di un governo infinito spesso disancorato dai problemi reali. Inoltre in entrambi gli schieramenti convivono istanze liberalizzatrici e statalismi di ritorno. Istanze che alla fine producono la paralisi. Anche per questo bisogna fare una riforma elettorale che faccia riavvicinare la gente alla politica». Quale modello propone? «Una semplificazione alla tedesca. Sconsiglio il presidenzialismo perché in Italia non c´è una cultura dei contrappesi e rischieremmo di formalizzare il potere di un "uomo solo al comando"». Onorevole Tabacci, Mastella "chiama" Pezzotta. Ma nello stesso tempo delinea un centro autonomo dalla Chiesa... «Credo che Pezzotta sia politicamente molto interessato alla costruzione del centro. Per quanto riguarda il problema della Chiesa, il sacerdote Sturzo e De Gasperi hanno tenuto distinti i piani dell´ispirazione religiosa e delle scelte politiche e programmatiche. Non credo che il movimento di Pezzotta abbia qualcosa di confessionale o voglia tutelare la Chiesa. La Chiesa è in grado di tutelarsi da sola». Cicchitto fa però notare che Cesa vuole stare con la Cdl, Mastella con il centrosinistra. Dunque l´accordo è impossibile... «Il problema di Cicchitto è solo di schieramento, stabilire con chi si sta. Io vorrei invece stare sui problemi. Gli italiani guardano a chi vuole risolvere il problema del Welfare, della sanità, di uno stato dalla parte dei cittadini». Vi accusano di volere uccidere il bipolarismo... «Il bipolarismo non può essere considerato un valore. Un valore è l´alternanza. E se temono le mani libere basta adottare la sfiducia costruttiva».