Vincenzo La Manna, la Repubblica 9/8/2007, 9 agosto 2007
VINCENZO LA MANNA
ROMA - Uniti nel dire "no" al grande centro. Unione e Cdl stavolta concordano. E l´idea lanciata da Clemente Mastella, per dar vita ad un soggetto unico per i cattolici di entrambi gli schieramenti, non trova per il momento ampi consensi.
Si muove intanto con prudenza l´Udc, "invitato" a partecipare in maniera diretta dal leader dell´Udeur. Da via Due Macelli, infatti, non bocciano a priori l´ipotesi, ma pongono «passaggi intermedi» ben precisi. Prima di tutto, mandare a casa Prodi. A seguire, governo di larghe intese per approvare la nuova legge elettorale. E in caso di «convergenza» sul sistema tedesco, spiega Michele Vietti, che esprime la linea di Pier Ferdinando Casini, allora «si aprirebbe uno spazio per un centro moderato, che potrebbe ben interpretare le aspirazioni politiche di una larga fetta del Paese». Quindi, si tratterebbe di una «meta finale del percorso» e «non di un punto di partenza».
Nel frattempo, se Giulio Andreotti considera l´ipotesi «non stravagante», c´è chi di grande centro non vuole proprio sentirne parlare. «Il nostro sistema politico è bipolare», ricorda il ministro Rosy Bindi, che sottolinea: «Non c´è posto né per un grande centro, né per un piccolo centro». «Il tentativo che cerca di fare ancora una volta Mastella, come ogni estate - aggiunge la candidata alla segreteria del Partito democratico - è quello di fare il "centro balneare". Una volta c´era il "governo balneare"... «.
Parla invece di «fantasma antico» il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, per il quale «più che di un grande centro, il Paese ha bisogno di riforme che vengono bloccate da grandi lobby e dal "piccolo centro"». «Mastella sbaglia a credere che, in caso di crisi del governo Prodi, sia possibile costituire un´altra maggioranza e andare avanti», avverte dal canto suo Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori del Prc.
Dall´Unione al centrodestra, ma il discorso non cambia. Per Maurizio Gasparri, esponente di An, «il disegno non riuscirà. Non ci sarà mai il sistema elettorale tedesco utile ai poltronisti». Sul fronte Lega, Umberto Bossi è convinto che «il 10%» di consensi ipotizzato da Mastella «non basta per vincere le elezioni». «Vince solo chi fa l´accordo con la Lega - puntualizza il leader del Carroccio - perché si vince al Nord».
Fabrizio Cicchitto, vice-coordinatore di Forza Italia, ricorda invece che l´Udc si considera alternativo al Pd, mentre il leader Udeur vorrebbe «preferibilmente allearsi con la sinistra». Quindi, «o tra Mastella e Casini-Cesa c´è una netta divergenza politica di tipo strategico, e allora questo nuovo centro non esiste neanche in ipotesi, oppure siamo di fronte ad una notevole confusione politica».
Nel dibattito interviene anche Savino Pezzotta, ex leader della Cisl, chiamato in causa dal ministro della Giustizia per il progetto. «Mastella me ne ha parlato, penso sia una buona proposta», riferisce, chiarendo però che il suo movimento, nato dopo l´esperienza del Family day, «non ci sarà», perché «è un´altra cosa: è una presenza di cattolici e non dei cattolici, non nasce per fare direttamente politica».