G.Ca., Corriere della Sera 9/8/2007, 9 agosto 2007
ROMA – Raitre, martedì, alle 21 e 10, a «W l’Italia in diretta» da Forte dei Marmi Riccardo Iacona intervistava così una madre mancata: «Lei ha fatto un primo tentativo con la fecondazione assistita e non ha funzionato
ROMA – Raitre, martedì, alle 21 e 10, a «W l’Italia in diretta» da Forte dei Marmi Riccardo Iacona intervistava così una madre mancata: «Lei ha fatto un primo tentativo con la fecondazione assistita e non ha funzionato. andata in depressione? come se avesse perso un figlio? Questa legge l’ha fatta sentire come un corpo usato, tratta la donna come fosse solo un utero?». Venti minuti dopo, Iacona parlava con una madre di tre bimbi nati con l’aiuto della scienza: «Ne avete tre perché per legge tre erano gli embrioni impiantati. Tre figli vi obbligano ad avere uno stile di vita alto e voi siete due operai. Che dovete fare, la pubblicità della Plasmon, per poter andare avanti?». Poi alle 22 c’era il ministro della Salute Livia Turco che chiedeva aiuto «alle coppie sterili o con malattie ereditarie perché in Parlamento si riapra il dibattito sulla legge 40, che è molto rigida, ma di cui ora dobbiamo aggiornare le linee guida. Nel Pd ci sono persone che la pensano diversamente ma troveremo una sintesi». A guidare la feroce protesta che è esplosa ieri contro l’inchiesta intitolata «Senza figli» è stato il consigliere della Rai Angelo Maria Petroni che, incurante del Cda che discuteva della sua sostituzione, l’ha definita «una pessima pagina della televisione 1 pubblica, che ha violato ogni regola di servizio pubblico poiché la trasmissione, concepita come uno strumento di propaganda, si è sviluppata senza contraddittorio, sfruttando il dolore dei malati e con un conduttore del tutto schierato politicamente e tematicamente ». Così si è difeso il giornalista: «Non abbiamo fatto una trasmissione ideologica, ma raccontato con sensibilità delle storie di coppie punite dalla legge 40 e i loro viaggi della speranza». Spiegazione insufficiente per Isabella Bertolini (FI): «Il programma di Raitre era un attacco fazioso ed ideologico contro una legge approvata in Parlamento e ratificata dagli italiani che hanno pesantemente bocciato il referendum abrogativo ». Per Mario Baccini (Udc): «Con la puntata di W l’Italia, che faceva leva sul dolore della gente senza offrire la possibilità di controbattere su tematiche delicate e complesse, la Rai ha offerto un pessimo servizio pubblico». Dalla maggioranza concorda Antonio Satta (Udeur): «Non ci è piaciuta affatto». Sul versante Unione Roberto Cuillo (Ds) ritiene la sortita di Petroni «un editto censorio», Giuseppe Giulietti (Ds) ci legge «un duro attacco politico a Raitre». Erminia Emprin (Prc) loda il lavoro di Iacona «perché mostrando il dolore della gente è riuscito a spiegare chiaramente perché la legge 40 non va». Le divisioni restano eccome. La teodem Paola Binetti giudica il programma di Iacona «fazioso e contraddittorio ». E nel merito ribatte: «La legge 40 non si tocca. Non si possono fare passare per errori proprio i suoi valori: il no all’eterologa che tutela il senso della famiglia, il no alla diagnosi preimpianto e il no al congelamento degli embrioni che difendono la vita».