antenna 11 agosto 07, 8 agosto 2007
Dovendo cacciare in acque spesso buie e torbide, come fanno le creature marine prive di strumenti simili al sonar a scovare le loro prede? La soluzione, almeno per la foca vitulina, arriva da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Zoologia dell’Università di Bonn
Dovendo cacciare in acque spesso buie e torbide, come fanno le creature marine prive di strumenti simili al sonar a scovare le loro prede? La soluzione, almeno per la foca vitulina, arriva da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Zoologia dell’Università di Bonn. Secondo loro, questa foca userebbe i suoi sensibilissimi baffi per percepire i più piccoli movimenti prodotti nell’acqua da un pesce che ha nuotato in quella zona anche diversi minuti prima (il moto dell’acqua sulla scia dei pesci persisterebbe infatti per diversi minuti dopo il loro passaggio). Secondo i calcoli dei ricercatori, un pesce che nuota alla velocità di un metro al secondo lascia una traccia idrodinamica percepibile da una foca vitulina a 180 metri di distanza.