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 2007  agosto 08 Mercoledì calendario

VANNI CORNERO

TORINO
E’ l’accordo numero 23 che Fiat guida in porto dalla fine dell’alleanza con General Motors, ma in questa tela tessuta da Sergio Marchionne l’intesa raggiunta ieri con la cinese Chery Automobiles appare come uno dei passaggi strategici più importanti. Un patto che permetterà al Lingotto di cavalcare in pieno la crescita impetuosa del mercato dell’auto nell’immenso Paese asiatico.
Il memorandum d’intesa appena firmato prevede la nascita di una joint venture paritetica tra Fiat Group Automobiles e Chery Automobiles con l’obiettivo di produrre e distribuire vetture Alfa Romeo e Fiat insieme ai modelli di auto Chery. L’avvio della produzione è previsto per il 2009 e l’obiettivo è far uscire dallo stabilimento di Wuhu, in cui si materializzeranno i risultati della joint venture, 175.000 vetture all’anno. Ora i due partner inizieranno immediatamente le procedure per la definizione del contratto e delle relative autorizzazioni. L’ammontare degli investimenti si conoscerà solo alla conclusione di tutti i passaggi, la cui data, per ora, non si può ancora indicare con precisione.
Il vero fatto storico, come ha sottolineato Sergio Marchionne, commentando l’accordo, è l’introduzione dell’Alfa Romeo in Cina: «Si tratta di lanciare uno dei marchi più conosciuti ed apprezzati dell’industria dell’auto europea sul mercato delle quattro ruote che in questi anni ha il tasso di crescita più alto del mondo», ha detto l’amministratore delegato di Fiat. Poi ha aggiunto: «L’ingresso su questo mercato in questa fase è una tappa fondamentale del nostro programma di rinnovamento ed espansione delle attività Alfa Romeo a livello mondiale. E anche il marchio Fiat potrà beneficiare in modo importante della collaborazione con Chery». Secondo i programmi i modelli della gamma Fiat prodotti a Wuhu saranno la «Grande Punto» e la «Linea», la nuova vettura indirizzata ai mercati emergenti presentata nel maggio scorso ad Istanbul.
La voce di Chery Automobiles è stata quella del presidente e amministratore delegato Yin Tongyao: «La firma del Memorandum d’Intesa dà a noi e a Fiat Group Automobiles l’opportunità di offrire la leggendaria Alfa Romeo ai clienti della Cina. Allo stesso tempo le vetture dei marchi Fiat e Alfa arricchiranno l’attuale gamma di automobili e miglioreranno la capacità competitiva di Chery nel mondo». La Chery ha sede a Wuhu, nella provincia centro-orientale di Anhui, è uno dei maggiori produttori automobilistici del Paese con dieci modelli ed è anche il principale esportatore cinese di automobili. La classifica della rivista Fortune la colloca all’undicesimo posto tra le aziende dell’ex celeste impero.
L’intesa per la joint venture sull’auto è arrivata il giorno dopo di un altro accordo, con cui Fiat concordava con Chery la fornitura di oltre 100 mila motori all’anno. «E’una buona base per studiare altre iniziative comuni», aveva commentato Marchionne riportando l’attenzione, pur senza parlarne direttamente, sulla possibilità cui aveva accennato a suo tempo di cooperare con Chery in altri ambiti del settore automotive, compresa l’eventualità di una joint venture per produrre le Alfa Romeo. Un’eventualità che si è materializzata nel giro di 24 ore.
L’Alfa Romeo, il marchio del gruppo Fiat che Marchionne tiene maggiormente sotto osservazione, trova in questa intesa un valido appoggio per raggiungere il target di 300.000 vetture all’anno fissato per il 2010, ovvero raddoppiare la produzione dell’anno scorso. E, per quel che riguarda l’Italia, si punta molto su quella al momento battezzata «Junior», l’auto con cui l’Alfa debutterà nel segmento B (quello della Punto) entro il 2008 e che sarà realizzata a Mirafiori. (sulle ragioni per cui in questo stesso giorno la Fiat è scesa in Borsa vedi scheda 139912 - nota di GdA)