Varie, 8 agosto 2007
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Deripaska Oleg
• Dzerzhinsk (Russia) 2 gennaio 1968. Oligarca • «L’oligarca senza volto [...] il secondo uomo più ricco di Russia (dopo Roman Abramovic) [...] Il core business di Deripaska è l’alluminio: la sua Rusal è il terzo produttore al mondo dopo Alcoa e Alcan e il suo patrimonio personale è valutato fra i 17 e i 21 miliardi di dollari. Ma i suoi interessi nel campo automobilistico sono più che marcati. Nel 2000 ha acquisito il controllo della russa Gaz, conquistando una posizione dominante sul mercato domestico. [...] è passato allo shopping all’estero. Prima acquistando l’impianto della Lvd a Birmingham, che produce veicoli commerciali leggeri. Poi acquisendo dalla DaimlerChrysler la licenza per produrre automobili sulle piattaforme della Sebring e della Stratus. Infine prendendo in mano il pacchetto di controllo della canadese Magna, terzo produttore al mondo di componenti automobilistici. Tuttavia, secondo gli analisti russi, la partecipazione in Gm avrebbe un carattere puramente finanziario, di diversificazione del portafoglio, senza obiettivi di controllo futuro. Tutto questo attivismo all’estero non si è però accompagnato a pubblicità personale per Deripaska. [...] D’altra parte [...] avrebbe molte domande alle quali rispondere. A cominciare dal motivo per cui [...] gli è stato revocato il visto d’ingresso dal Dipartimento di Stato americano, apparentemente insoddisfatto dalle risposte date dall’oligarca all’Fbi. Per anni Deripaska ha dovuto respingere accuse di collusione con il crimine organizzato, sospetti che lui etichetta come ”propaganda” dei rivali in affari. Su di lui pende anche più di un’azione legale. A Londra un suo ex socio, Michael Cherney, lo ha citato in giudizio reclamando il 20% di Rusal. Mentre una azienda d’alluminio tagika lo ha denunciato per frode alla Isole Vergini britanniche. Ma oltre che con gli avvocati, Deripaska si fa scudo col suo solido rapporto col presidente Vladimir Putin» (Luigi Ippolito, ”Corriere della Sera” 8/8/2007).