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 2007  agosto 08 Mercoledì calendario

Il grande yacht color oro si chiama Okhalila. E’ lungo 45 metri. Otto ragazze belle all’infinito ballano sul ponte

Il grande yacht color oro si chiama Okhalila. E’ lungo 45 metri. Otto ragazze belle all’infinito ballano sul ponte. Musica rap di Puff Daddy. In fondo è il giorno del suo compleanno. Sono le cinque del pomeriggio di domenica, al porto vecchio di Saint-Tropez. I panfili biancheggiano sotto il sole: Romanza, Celebration, Aquilibrium, Lady Ann Magee... Sulla banchina centinaia di turisti guardano lo spettacolo della ricchezza dal vivo. I marinai delle barche li chiamano «suceurs de glace», succhiatori di gelato. Molti si fanno riprendere col telefonino in mezzo a tanto ben di dio. Saint-Tropez, 300 miliardari in euro per chilometro quadrato. I milionari qui non contano molto e osservano i miliardari con un’aria un po’ scocciata. Ci sono i cresi noti a tutti: gli Arnault, i Vincent Bollorè con le sue dieci ville, il barone Von Opel, François Pinault, Roman Abramovich tanto per dire. Ma sono soprattutto i meno conosciuti a fare le statistiche: russi, americani, kazhaki, pakistani, azeri, arabi degli emirati, libanesi, sauditi, spagnoli, tedeschi. Spendono, spendono e inondano Saint-Tropez con uno tsunami di euro. I «super» non girano con la Porsche Carrera o le Cayenne, al massimo con una Bentley decappottabile guidata da un body guard. Camminano al tramonto vestiti casual. E’ di notte che si svegliano davvero. E appaiono le loro compagne (c’è chi ne ha due, tre o forse più), levigate, abbronzate, ingioiellate, rilassate. Viva la noche La notte è la fiesta mobile di Saint-Tropez. Altro che Françoise Sagan, altro che Fitzgerald, altro che Hemingway. Alle Caves du Roy si entra gratis e il buttafuori lo permette. Ma tutto il resto si compra a peso d’euro. C’è chi cena con Grand Crus, Petrus e Cheval Blanc da dieci e quindicimila euro. I «ragazzi» bilionari amano i deliziosi vini rossi e fanno a gara a chi ne ordina di più. Al Papagayo, sul porto, la musica del dj Nick Waters accompagna le ordinazioni di «Mathusalem», la magnum di Cristal Roederer da sei litri. Costa trentacinquemila euro e i russi ne vanno pazzi. Bevono, bevono e quando non ne possono più si fanno la doccia di Cristal. Spruzzano le ragazze in Dior o Dolce e Gabbana, Cavalli e Gautier. Bagnate come piloti di Formula Uno sul podio, le fanciulle ebbre ridono, ridono e si lasciano andare sempre di più verso l’infinita notte. Alla Vip Room Restaurant arrivano anche Victoria e David Beckham. Al tavolo amici americani e due volti noti, Tom Cruise e Katie Holmes. Nessuno se li fila. Due pakistani con orologi Rmoiz al polso da 385mila euro scrutano la lista dei vini, chiedono quello che costa di più e mangiano di fretta un paio di piccoli sushi al caviale. I milionari guardano disgustati. Tom e Katie vanno a letto presto, alla una quando tutto inizia ad animarsi. High society, stars and starlets, royals (la contessa di York, Sarah Ferguson. con le due figlie non tanto belle). Johnny Hallyday? Se non è lui è un tale che gli somiglia. Luccicano carte di credito American Express platino ma gli Arabi pagano cash con pacchetti di euro da cinquecento. La sarabanda dei miliardari scorre fra la Vip Room, la Caves du Roy, il Papagayo e continua sulla barche (curiosi indefessi anche alle tre di notte e fotoreporter appostati ovunque) e continua nelle ville, fra i pini della collina o in riva al mare. Ville da sogno I giornali pubblicano le mappe di Saint-Tropez con le indicazioni delle residenze più fastose, inaccessibili, inimmaginabili. Rupert Everett a Ramatuelle, Johnny Hallyday agli Hauts de Pampelonne. Eddy Mitchell sulla Route de Plages. Gunther Sachs a La Capilla. Roman Abramovich a Le Pinet. Bernard Arnault a Les Parcs. Brigitte Bardot alla Madrague. Vincent Bollorè alla Baie de Canebiers. Una piccola villa a Saint-Tropez costa non meno di 7 milioni di euro. Ma se dispone di una vista mare o addirittura è a Pieds dans l’Eau, può arrivare a 40 milioni di euro. L’aurea magione di Mohamed Al-Fayed che vide ospite la principessa Diana è stata ceduta a un tedesco per 70 milioni di euro. Chi non possiede, affitta: da 40 mila a 200 mila euro mensili per una residenza in base alla posizione, al lusso, alla vicinanza di celebrità. Le agenzie accettano chiunque: basta pagare. Ci sono proprietari molto chic, desiderosi di quiete, che si sono trovati nella villa a fianco dignitari rumorosi di paesi dell’Asia ex sovietica: musica ad alto volume, litigi, kebab troppo odorosi, viavai di guardiaspalle nerboruti e sempre col walkie-talkie in mano. Il mattino ha l’oro in bocca Alle sette del mattino quando arrivano i croissant, Sènequier, il caffè sul porto, si riempie di nottambuli. Anche i miliardari, a quell’ora, si mischiano con i milionari per un caffè, un cappuccino, una spremuta di pompelmo. Poi ciascuno riprende il proprio cammino e il proprio ruolo. Dalle sette alle otto il porto è silenzioso. L’unico punto affollato è il giornalaio. Con le notizie riprende la vita di Saint-Tropez. I mattinieri (pochi in verità) escono dalle ville e fanno jogging. I turisti arrivano in massa e si guardano fra di loro. Lo spettacolo, non lo sanno, inizia tardi. E non è lì nell’ex villaggio di pescatori scoperto e lanciato da Paul Signak nel 1982. Al mattino la luce di Saint-Tropez è roba da impressionisti: Matisse e Picasso (c’è una sua bella mostra in questi giorni alla Galleria della Annonciade) hanno amato la Saint-Tropez delle origini, quella di Colette nel 1925. La scena è tutta sulle spiagge, e sull’acqua verso la una arrivano decine di grandi panfili, l’orizzonte si riempie di miliardari. Accanto a loro i magnum e i motoscafi dei milionari, a terra altri milionari sdraiati sui lettini guardano i tender carichi di bei ragazzi e splendide modelle, attricette, ereditiere, bellezze a caccia di buoni partiti e qualche mignotta sotto non troppo mentite spoglie, ci sono anche attempati viveurs in compagnia di favolose bionde arrivate a Saint-Tropez dall’ex impero sovietico. Chi ha bevuto alla sera ricomincia a pranzo. Anche in spiaggia vini d’annata, Cristal e Dom Perignon, sushi al caviale, insalatine di aragoste e via piluccando. I camerieri in bianco sfrecciano fra corpi abbronzati, coccolati da massaggiatrici orientali, ammorbiditi da creme all’avocado o all’ananasso. L’odore dell’Eden Approdando, si sente, nonostante il leggero mistral, uno strano profumo di pini a ombrello, frutta esotica, creme. Lo stesso che forse si sente nel giardino dell’Eden. Ogni tanto ad interrompere il piacere dell’olfatto giunge il forte odore di un Chiba, sigaro preferito da arabi e libanesi, tutti attrezzati alla Kassoyi. Tra tante barche non molti fanno il bagno. I battelli partono verso le quattro per un tuffo al largo. Le belle dalla spiaggia trovano posto a bordo. Molti panfili sembrano passerelle per un concorso di bellezza. Seni al vento, bandiere del sesso e della felicità. Al tramonto si torna in porto. La vita ricomincia uguale e dispendiosa. Ma nessuno conta i soldi a Saint-Tropez. Non certo i miliardari. E nemmeno i milionari sempre alla rincorsa. Si spende e si spande senza sosta. Trent’anni fa non era così. Il villaggio era di moda, stava già al centro dell’eccesso internazionale. C’erano Brigitte e le Caves du Roy, la Voile Rouge e il Byblos, la Flo e il Papagayo. Eddie Barclay, le Magnifique, sempre di bianco vestito, dava il ritmo, Boucheron i gioielli, Roger Vadim il film mitico («Et Dieu... créa la femme»). Al Voom Voom ballava Stavros Niarchos, all’Esquinade stazionavano Annabel e Bernard Buffet. C’erano almeno 60 intellettuali per chilometro quadrato, molti famosi. Il dress code per andare erano i pantaloni di lino, una camicia, un paio di sandali di cuoio. Le donne dal Gorille leggevano Le Monde. Ora la rivista più venduta è Voici, gossip e nulla più. L’addio I pessimisti dicono che fra dieci anni solo i miliardari potranno permettersi Saint-Tropez. E i milionari? Cambieranno aria o si sveneranno per stare qui. Vuol dire che Biarritz, il temibile concorrente, aprirà ancora di più le braccia ai delusi, agli annoiati, agli snob, a chi non ne può più di questi spruzzi di Cristal alle tre di notte nei night club. Dasvidanja.