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 2007  agosto 08 Mercoledì calendario

ROMA - Walter Veltroni? «Non ha visione politica per far uscire l´Italia da questo stato di transizione»

ROMA - Walter Veltroni? «Non ha visione politica per far uscire l´Italia da questo stato di transizione». Enrico Letta? «I suoi sono slogan artefatti e rappresenta la continuità con la politica di questi anni». Rosy Bindi? «Non è mai stata incisiva e non è in grado di battere il centrodestra alle elezioni». PierGiorgio Gawronski si presenta così, come candidato della società civile alla segreteria del Partito democratico, e alla prima uscita pubblica dimostra di non avere peli sulla lingua. Sottolinea di stimare tutti i suoi concorrenti, ma rimarca che «al Pd occorre un candidato più radicale». Cinquantenne, nato a Roma da padre italo-polacco e madre siciliana, economista, "nipote d´arte" (lo zio è Jas Gawronski, giornalista ed europarlamentare di Forza Italia, che gli ha consigliato di essere «serio e lavorare con umiltà»). « un po´ come la situazione di Letta - spiega, riferendosi allo zio Gianni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio - ma io, rispetto a Enrico, ho una vera visione di rinnovamento della politica». Il suo punto di partenza è chiaro: «Il Partito democratico deve porre al centro della propria strategia lo smantellamento, pezzo per pezzo, del sistema dei privilegi, la riqualificazione delle istituzioni, e il rilancio della democrazia». Poi promette: «Se sarò eletto segretario la prima cosa che farò sarà chiamare Giovanni Sartori, e molti altri esperti come lui, per costituire delle commissioni di lavoro, dei "think thank", aperte su Internet al contributo e alla discussione di tutti». Nel frattempo, il consulente di Palazzo Chigi (iniziò con il governo D´Alema) spiega di guadagnare «solo 2.600 euro al mese» e rimarca che nel suo programma è prevista la «riduzione degli stipendi dei parlamentari, da circa 14.000 euro a meno di 5.000». Tra gli altri punti chiave, la riqualificazione della Pubblica amministrazione e il miglioramento dell´efficienza delle istituzioni. Alle ultime elezioni, Gawronski spiega di aver votato per il Professore, anche se si dichiara «un po´ deluso». «Non da Prodi - specifica - perché il governo è in una situazione difficile al Senato, ma è evidente che questa maggioranza non ha un´impostazione seria». «Io corro per vincere, come tutti quelli che corrono - conclude -. Ma un uomo vero non deve fare calcoli». (v.l.m.)