Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 08 Mercoledì calendario

BARI - Nell´estate dei roghi, nella giornata in cui si conta un´altra vittima in provincia di Foggia, al Sud si devono fare i conti anche con gli atti di sabotaggio

BARI - Nell´estate dei roghi, nella giornata in cui si conta un´altra vittima in provincia di Foggia, al Sud si devono fare i conti anche con gli atti di sabotaggio. Un elicottero del servizio antincendio boschivo della Regione Campania, sceso sul Volturno per rifornirsi d´acqua, ieri è stato centrato da una fucilata. La rosa di pallini ha aperto diciotto fori nella benna, il sacco utilizzato per il trasporto dei liquidi. E il velivolo, un L9 diretto a Quindici per un intervento d´emergenza, è dovuto ripiegare alla base di San Martino Valle Caudina per rimediare ai danni. Quasi in contemporanea mani ignote hanno messo fuori uso il ponte radio di Montevergine, in Irpinia: i sabotatori hanno spaccato il vetro dell´ingresso e tagliato i cavi con una cesoia, interrompendo i collegamenti con la sala operativa regionale. Il vescovo di Locri-Gerace, monisgnor Giancarlo Maria Bregantini, aveva appena finito di tuonare contro i piromani dai microfoni di Radio Vaticana. arrivato a parlare di scomunica, dopo le parole rivolte alle famiglie che per colpa dei roghi hanno perso le persone amate. « un delitto infame - ha scandito il prelato - quello di accendere e bruciare un bosco. Io dico che va perseguito con la stessa intensità con cui la Chiesa attacca coloro che violano la vita nel grembo della madre». Anche un sacerdote palermitano, padre Piero, parroco della chiesa Sacra Famiglia, durante l´omelia si è scagliato dal pulpito contro gli incendiari e ha lanciato un anatema contro i piromani, esortando «i signori politici a prevedere pene più dure contro coloro, portatori sani di pessima malvagità devastatrice e abominevole, che non hanno alcun rispetto per l´ambiente e per gli uomini». Il ministro dell´Ambiente Pecoraro Scanio ha risposto a distanza, da SkyTg 24. Gli incendi, ha detto, sono «un vero e proprio assalto criminale» e una «una emergenza nazionale». E gli incendiari non persone malate, ma i bracci armati di bande «che in molti casi possono essere collegate a clan malavitosi, in altri al settore della speculazione edilizia e quindi al tentativo di cementificazione delle nostre aree». Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, è sulla stessa lunghezza d´onda. Concorda in pieno: «Nel nostro Meridione sono opera della criminalità organizzata. I roghi sono quindi un problema di ordine pubblico, prima ancora che di investimenti nella prevenzione». E aggiunge, riferendosi all´elicottero centrato da una fucilata e al sabotaggio del ponte radio: «Siamo ormai al Far West o forse peggio. In alcune ci vuole l´esercito». Anche ieri è stata una giornata campale, dalla Campania alla Puglia, dalla Calabria all´Abruzzo. Gli incendi non hanno dato tregua a vigili del fuoco, forestale, volontari, protezione civile, elicotteristi. Le fiamme hanno devastato la costiera Amalfitana, la statale 163 è stata chiusa al traffico in direzione di Furore. Più focolai hanno interessato la Marsica. E in provincia di Foggia, dove il fuoco di fine luglio aveva già fatto tre vittime, si è contato un altro morto, il quarto. Un pensionato di 80 anni, Gerardo Bianco, è stato trovato senza vita nel podere di famiglia lambito dalle fiamme, a Panni, nel subappennino dauno. Aveva un rastrello in pugno. Forse ha tentato di spegnere il rogo partito dal campo e dal boschetto confinante. Forse è stato lui stesso a incendiare le sterpaglie attorno alla sua masseria, per ripulire il terreno. Lo hanno trovato con le mani e i capelli bruciacchiati, ucciso dal fumo, dalla paura o dagli acciacchi. Per il sindaco, Pasquale Ciruolo, la tragedia «è stata un fatto causale, dovuto all´età avanzata e alle sofferenze al cuore».