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 2007  agosto 08 Mercoledì calendario

ROMA – «Caro Grillo, desidero ringraziarla vivamente, a nome del presidente della Repubblica, per l’invio del libro Schiavi moderni il precario nell’Italia delle meraviglie che raccoglie numerose e coinvolgenti testimonianze di cittadini con lavoro precario»

ROMA – «Caro Grillo, desidero ringraziarla vivamente, a nome del presidente della Repubblica, per l’invio del libro Schiavi moderni il precario nell’Italia delle meraviglie che raccoglie numerose e coinvolgenti testimonianze di cittadini con lavoro precario». Il comico genovese Beppe Grillo pubblica nel suo blog la lettera di cortesia che Pasquale Cascella, consigliere per la stampa del capo dello Stato, gli ha inviato a nome di Giorgio Napolitano per ringraziarlo del libro. Raggiunto al telefono, il comico parla di «un bel gesto nei riguardi di migliaia di giovani precari che hanno contratti anche di appena 3 giorni. Il presidente della Repubblica si è mostrato sensibile su uno dei problemi che maggiormente attanaglia i giovani: la precarietà. Ma Napolitano può fare molto di più. Per esempio comprare diecimila copie del libro da distribuire a Confindustria». Il libro, che raccoglie oltre 20 mila lettere inviate al sito da ventenni, trentenni, quarantenni tutti precari e con alle spalle master e specializzazioni e che si vedono costretti a lavorare per 3 euro l’ora nei call-center, è in vendita a 8,90 euro, ma una versione digitale gratuita è disponibile sul sito. «Fino ad ora – precisa il blogger – sono state scaricate 180 mila copie del libro». «Il capo dello Stato come è noto – continua il Quirinale – è molto sensibile alle grandi questioni sociali del nostro tempo, e si è più volte espresso sui problemi del precariato rendendosi interprete di sollecitazioni e riflessioni nei confronti del Parlamento e del governo». Per Grillo il sistema fa però ancora troppo poco, per esempio sulla legge Biagi «che ha introdotto in Italia il precariato ». «Una moderna peste bubbonica – si legge nella introduzione del libro – che colpisce i giovani. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni». Beppe Grillo li battezza «lavoratori transbiagici, una sottospecie di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti, trasformati in merce a basso costo e i call-center in istituti di pena. Kapòcapufficio » . Joseph Stiglitz, economista e premio Nobel per l’economia, firma la prefazione del libro. Attacca anche lui la legge Biagi: «I salari pagati ai lavoratori flessibili devono essere più alti e non più bassi, perché più alta è la loro probabilità di licenziamento ». E spiega che «l’Italia ha bisogno di politiche strutturali che vadano oltre la flessibilità». Qualche giorno fa Grillo ha consegnato personalmente una copia del libro al ministro Cesare Damiano che gli ha assicurato di fare il possibile. «Damiano – prosegue il comico – è un ex sindacalista, una brava persona, gentile e cordiale, che come tante si trova lì per puro caso». Alla domanda se il 20 ottobre scenderà in piazza nella manifestazione della sinistra estrema, il comico risponde «di vedere prima come andrà il giorno della disfatta: l’8 settembre si terrà nelle piazze d’Italia il Vaffa... day. Una via di mezzo tra il D-day dello sbarco in Normandia e V come vendetta per ribadire che dal 1943 in Italia non è cambiato nulla. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi». La lettera del Colle termina con un augurio «di successo per la significativa iniziativa editoriale». «Pertini però – conclude l’attore – mi avrebbe telefonato».