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 2007  agosto 08 Mercoledì calendario

ROMA – Un fatturato annuo di circa 200 milioni di euro. E facchini con contratti di 60 giorni, pagati se va bene 800 euro al mese

ROMA – Un fatturato annuo di circa 200 milioni di euro. E facchini con contratti di 60 giorni, pagati se va bene 800 euro al mese. il business dell’handling a Fiumicino. A dividerselo – «risparmiando in ogni modo sul personale», accusano i sindacati – sono quattro società (Flightcare, Eas, Alitalia Airport e Aviapartner) che si contendono, dopo la liberalizzazione del settore voluta dalla Ue, l’accoglienza del passeggero dal check- in all’imbarco. In tutto quasi 7 mila persone tra steward e hostess di terra, addetti alle sale vip, operatori di rampa e autisti di montacarichi. Se non sono coordinati, a Fiumicino scoppia il caos. L’Aviapartner, colosso belga che opera in 34 aeroporti di mezza Europa, ieri è stata sospesa per 30 giorni dall’Enac. Colpa delle tante lamentele: scalette per l’imbarco passeggeri incastrate sotto i «finger», trattori che tamponano i velivoli. E ancora: ritardi nello stivaggio che in un caso hanno bloccato a terra per un’ora e quaranta minuti un aereo con l’ok al decollo. Molte le segnalazioni piccate giunte da alcuni clienti della società che assiste Iberia, Finnair, Air Berlin, Vueling e Sterling. Severo il direttore del Leonardo da Vinci Vitaliano Turrà che ha chiesto la riorganizzazione del servizio: «Altrimenti scatterà la revoca della licenza di stare a Fiumicino». Ma secondo Salvatore Caprasecca, segretario del sindacato autonomo Sanga, le mancanze di Aviapartner erano note: «A gennaio avevo avvertito l’Enac. Le inefficienze hanno un solo motivo: l’utilizzo in pista di personale impreparato. l’effetto della liberalizzazione: i costi dell’handling al 60% sono per il personale. Se si taglia su formazione e stipendi i ricavi si moltiplicano». Sarà per questo che il business dell’assistenza a terra attira molti. Soprattutto dall’estero. L’opportunità di acquistare Adr Handling (che ora si chiama Flightcare) non è sfuggita a Esther Koplowitz, imprenditrice spagnola che secondo la rivista Forbes è tra le duecento persone più ricche al mondo. Sposata, bellissima, tre figli, appassionata di safari e Picasso, ha speso 73 milioni di euro per comperare la società di assistenza a terra che tra il Leonardo da Vinci e Ciampino assiste circa 100 compagnie, pari al 90% dei vettori stranieri dall’American Airlines alla Cathay. L’arrivo degli spagnoli non è piaciuto ai sindacati: « stata una cessione scandalosa – sbotta Walter Mancini, coordinatore Sdl (ex Sult) ”. Adr ha dismesso un ramo d’azienda strategico. Con la forte concorrenza tra handler, a rimetterci sono i lavoratori. Pagati male e precari». A difendere «l’italianità» c’è l’Eas, la società di servizi aeroportuali del gruppo Toto (il patron della compagnia Air One) e soprattutto Alitalia Airport, il vero competitor di Flightcare: 4.000 dipendenti di cui solo 400 impiegati nelle mansioni di stivaggio. I più stanno in ufficio. Uno dei facchini sibila: «L’altro giorno sono venuti due dirigenti a controllare i tempi di carico. Ma sotto l’aeroplano non c’era nessuno. Ci pagano 800 euro per sei ore di lavoro. Contratti a termine che durano due mesi. Rinnovati con la velata minaccia di non creare problemi. Così non vale la pena».