Marzio Breda, ཿCorriere della Sera 8/8/2007;, 8 agosto 2007
«Quando in Portogallo giocava il Benfica noi appendevamo degli altoparlanti, regolati a tutto volume, fuori dagli accampamenti
«Quando in Portogallo giocava il Benfica noi appendevamo degli altoparlanti, regolati a tutto volume, fuori dagli accampamenti. Era un modo per far sentire la radiocronaca ai guerriglieri del movimento di liberazione, tifosissimi del Benfica, la cui stella era il mozambicano Eusebio. I combattimenti allora s’interrompevano per 90 minuti e dalla selva non si udiva neppure un fruscio. Finita la partita, ricominciavamo a spararci. E l’intensità del fuoco dipendeva dal risultato». (La guerriglia in Angola negli anni Sessanta raccontata dallo scrittore portoghese António Lobo Antunes)