Armando Massarenti, Il Sole-24 Ore 29/7/2007, 29 luglio 2007
Non lasciate che il Nulla nulleggi . Il Sole-24 Ore, domenica 29 luglio "Il "ritratto" di Benedetto Croce fatto da Maccari e riportato da Armando Massarenti ne "Il Sole-24 Ore" del 22 luglio, è certamente "fulmineo"
Non lasciate che il Nulla nulleggi . Il Sole-24 Ore, domenica 29 luglio "Il "ritratto" di Benedetto Croce fatto da Maccari e riportato da Armando Massarenti ne "Il Sole-24 Ore" del 22 luglio, è certamente "fulmineo". Se, poi, significasse anche qualcosa, sarebbe perfetto". Così scrive, rispondendo cattiveria con cattiveria, il lettore Giuseppe Mariani. Bene. Complimenti. Lo spirito del nostro gioco dell’estate, "Contro-versi", è stato colto in pieno. Ponendo anche, implicitamente, una questione piuttosto rilevante per quel che riguarda gli epigrammi più specificamente filosofici. Vale a dire: quali sono le condizioni perché una cattiveria filosofica funzioni? Forse è necessario condividere una certa idea di filosofia, oppure chiedersi perché proprio un certo filosofo viene preso a bersaglio. Il ritrattino in questione – "Ebbe molti discepoli, ma nessuno che lo superasse nella capacità di fondere il Tutto col Nulla" – effettivamente può apparire privo di significato, soprattutto agli ammiratori di Croce. fulmineo e insieme ingiusto. Ma allora il problema è: perché essere "ingiusti" con Croce, dal momento che nessuno potrebbe negare che sia stato un filosofo di prima grandezza? Il bersaglio di Maccari, in realtà, sembra essere non tanto Croce, ma un certo modo "tedesco" di fare filosofia in Italia, che ancora permane, e la sua inadeguatezza per risolvere i problemi morali e per scalfire certi costumi profondi degli italiani. Riguardo al modo "tedesco", aggiungerei gli immortali versi di Umberto Eco (da Filosofi in libertà, del 1958): "La filosofia fasulla / sempre pon tra i piedi il nulla. / Se non vuoi farti del fiele / parla sol di pere e mele". Che in realtà colpisce due bersagli contemporaneamente. Heidegger, da un lato: "Se Heidegger Martin dichiara / con la sua teoria un po’ amara: / "Questo nulla assai nulleggia", / l’analista lo dileggia / e gli dice: "Scusi caro / lei mi sembra un bel somaro; sarò sciocco, ne arrossisco, / ma il suo nulla non capisco, / e mi prenda un accidente / se gli trovo il referente"". E "Gli analisti del linguaggio", che sono il vero oggetto di questa garbata presa in giro: "Ma analizza questo e quello, / gli analisti, ahimè, bel bello, / con la tema di asserire / quel che non si può esperire, / sono giunti, su per giù, / che non parlan quasi più". Insomma, ce n’è per tutti. Ma torniamo a Maccari e ai costumi degli italiani. Solo uno che aveva ben chiaro in cosa questi consistessero, poteva concepire battute come: "Ho già tante colpe per conto mio, che non mi è assolutamente possibile tollerare quelle degli altri"; "Non intervenite nella zuffa se non per accrescerla"; "Costumi. Dall’architettura / Alla gara d’appalto / Breve è il salto". "Date "loro" alla Patria", "Prova ad essere onesto"; "Meglio bastardi che mai"; "Non accettare ordini che non siano religiosi"; "Se scoprono che sei onesto, sei fottuto". Ne dovrebbe trasparire una sua "filosofia", ben lontana dall’idealismo di un Croce. Armando Massarenti