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 2007  luglio 29 Domenica calendario

La febbre del dinosauro. Il Sole-24 Ore, domenica 29 luglio Ormai i dinosauri e tanti altri animali grandi e piccoli scomparsi milioni di anni fa non interessano più solo i ragazzi e gli adulti che sono rimasti incantati dal film Jurassic Park o che visitano frequentemente i musei di storia naturale

La febbre del dinosauro. Il Sole-24 Ore, domenica 29 luglio Ormai i dinosauri e tanti altri animali grandi e piccoli scomparsi milioni di anni fa non interessano più solo i ragazzi e gli adulti che sono rimasti incantati dal film Jurassic Park o che visitano frequentemente i musei di storia naturale. Recentemente a New York, Londra, Parigi e Los Angeles si sono moltiplicate le aste di fossili preistorici e sono costantemente salite le quotazioni. Fra i nuovi collezionisti ci sono personalità come lo sceicco del Qatar Al-Thani, l’attore Nicolas Cage e Nathan Myhrvold che è stato per tanti anni il cervello tecnologico di Microsoft. Fra certi interior designers europei c’è la tendenza ad arricchire la componente decorativa delle loro creazioni con l’uso di fronde e tronchi pietrificati e con farfalle, insetti e altri fossili contenuti in resina di ambra. Però è negli Stati Uniti che la caccia ai fossili preistorici è diventata una passione che dai centri metropolitani si sta diffondendo fra gli agricoltori e fra tanti ragazzi e adulti di stati come South Dakota, Montana, Oregon, Colorado, Wyoming, Oklahoma, Texas e perfino Pennsylvania. Tutto era cominciato con "Sue", il Tirannosauro Rex che dalla primavera del 1999 sta attirando enormi folle al Field Museum of Natural History di Chicago. Questo scheletro mostruoso è l’esemplare più completo che sia mai stato trovato, ma, se per gli spettatori di Chicago è altrettanto popolare quanto la Gioconda per quelli del Louvre, questo è dovuto anche a una serie di incidenti e coincidenze. Infatti questo tirannosauro straordinario era stato scoperto per caso nel 1990 da Susan Hendrickson ritornando da sola a rovistare in uno scavo che era stato abbandonato, ma ha attirato l’attenzione, prima nazionale e poi mondiale, soltanto quando la polizia federale (Fbi) ha sequestrato tutte le casse che contenevano i suoi preziosi reperti. Come direttore degli scavi Peter Larson è stato arrestato per aver violato una proprietà demaniale. Ma anche dopo che la Corte d’Appello ha annullato la sentenza di primo grado e ordinato allo Fbi di restituire i reperti confiscati Larson ha ugualmente trascorso due anni in carcere perché il procuratore distrettuale ha trovato modo di condannarlo per irregolarità amministrative. L’ultima grande sorpresa è venuta quando l’asta di "Sue" si è trasformata in uno scontro fra giganti col risultato che, invece di portare ai venditori alcune centinaia di migliaia di dollari, ha fruttato loro ben 8,4 milioni di dollari. da questa serie di colpi e contraccolpi che è nata prima un’enorme curiosità e poi è esplosa una vera e propria febbre dei fossili. Ma già nel XIX secolo la regione delle Montagne Rocciose era stato il campo di battaglia per la guerra senza quartiere a suon di milioni di dollari fra Edward D. Cope e Othniel C. Marsh per creare la migliore collezione di dinosauri e altri vertebrati del mondo e da quel duello durato un trentennio sono uscite le collezioni ancora ineguagliate dell’American Museum of Natural History di New York e del Peabody Institute di Yale University. Questa volta la partecipazione si è enormemente allargata perché sta mobilitando istituti scientifici e agricoltori, musei, imprese, politici e perfino scolaresche e agenzie turistiche. Frustrati da una terribile siccità che dura da un decennio, invece continuare a coltivare grano, granturco e soia o allevare bovini, vari contadini hanno trasformato i propri terreni in campi di ricerche paleontologiche. Il più fortunato finora è stato il sessantenne Larry Tuss di Winifred (Montana) perché, nei 24 chilometri quadrati del suo podere, con la collaborazione di una compagnia specializzata, in sei anni ha fatto altrettante scoperte sensazionali trovando fra l’altro due rettili dal collo lungo chiamati Plesiosauri, un rettile acquatico Adrasauro e un Certopian. Ma il più giovane di questi nuovi esploratori è probabilmente Bucky Derflinger che, nove anni fa, quando ne aveva solo 20 anni, era inciampato negli scheletri di due Tirannosauri Rex che, a causa dell’erosione accelerata dalle forti piogge, stavano uscendo dal suolo al vertice di una collina. Uno di questi è stato venduto per un milione di dollari al Children Museum di Minneapolis, ma altri reperti sono stati venduti per 20mila e 30mila dollari l’uno e recentemente Derflinger ha offerto via eBay anche sacchetti di denti fossilizzati di coccodrillo e schegge di alberi pietrificati a 20 dollari l’uno. Di anno in anno aumenta anche il turismo dei fossili, infatti soprattutto fra maggio e ottobre varie località delle Montagne Rocciose attirano un numero crescente di appassionati di paleontologia. I più seri frequentano il Black Hills Institute of Geological Research di Black Hill (South Dakota) o il Triebold Paleontology di Woodland Park (Colorado). Ma nel Ranch di Paleo Park di Newcastle (Wyoming) per 20 dollari ti introducono per un paio di ore ai rudimenti della ricerca e un programma di addestramento intenso di una settimana costa 2.800 dollari. Altre località sono molto più economiche. In certe fattorie per un modesta tariffa quotidiana o settimanale offrono alloggio, cibo, uso del suolo e degli attrezzi necessari più la libertà di portare casa tutto quel che si trova. Tanti paleontologi, curatori e direttori di musei di storia naturale, sono allarmati da tanto libertinaggio perché, quando gli scavi vengono condotti da dilettanti che non tengono conto del contesto ambientale in cui il fossile viene scoperto, vedono la possibilità di perdite irreparabili. Ma Susan Hendrickson, che già prima di scoprire il Tirannosauro di Chicago che porta il suo nome era abituata a esplorare da sola montagne e valli semideserte come il fondo del mare, non condivide tanto l’allarme perché il 99% dei fossili sono già distrutti dall’erosione naturale. Ancora più che in Italia, in America c’è un grande numero di paleontologi senza preparazione accademica e fra dilettanti e professionisti c’è scarsa ammirazione reciproca. "C’è gente di museo che ce l’ha con me perché io trovo con facilità questi scheletri e altri fossili – ha detto uno di questi pionieri del Nuovo Far West – ma devo dire che fra i peleontologi di professione non ne ho mai visto uno che scavi e ci azzecchi con una facilità e una competenza pari alla mia!". Mauro Calamandrei