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 2007  agosto 07 Martedì calendario

Hedy Lee Wen, cinese di nazionalità americana da qualche anno residente a Pechino, sempre impeccabile nell’abbigliamento, insegue il sogno di rendere più educati i suoi concittadini

Hedy Lee Wen, cinese di nazionalità americana da qualche anno residente a Pechino, sempre impeccabile nell’abbigliamento, insegue il sogno di rendere più educati i suoi concittadini. Dice: «Amo la Cina, ma non voglio che il mondo rida di noi. Quando tra un anno saremo sotto le luci della ribalta avremo le migliori infrastrutture possibili, ma sarà l’interno a essere marcio». Decise di lottare contro la maleducazione non appena tornata in Cina: «Non potevo sopportare la vista di slip e calzini appesi dappertutto, perfino nelle residenze più signorili. Cani che abbaiavano in continuazione, sputi, vociare, insulti... Ho incominciato a dire ai miei vicini: osereste mai stendere le vostre mutande di fronte al ritratto di Mao a Tienanmen?». Il suo metodo: quando vede un comportamento sbagliato, prima scrive una lettera al colpevole, poi intima al di lui superiore di redarguirlo e infine, se non ottiene risultati, lo porta in tribunale. Così finora ha collezionato un centinaio di cause. La cosa che la disturba di più: vedere i bambini andare in giro senza pannolini né mutande. Secondo Hedy Lee Wen il traguardo delle Olimpiadi 2008 è troppo vicino: «Non basta essere tirati a lucido per tre settimane, l’educazione deve essere una norma e per questo ci vorranno ancora 10 anni». La battaglia contro la maleducazione cinese è portata avanti anche dal Pride Institute, scuola privata di buone maniere fondata dall’americana di origini cinesi Lu Chin: ha organizzato seminari e distribuito cartoncini con il decalogo dell’educazione. Il governo ha indetto per l’11 di ogni mese il "giorno del rispetto della fila" e l’ufficio per lo sviluppo etico di Pechino ha speso milioni di yuan per acquistare speciali furgoncini a raggi infrarossi capaci di stanare chiunque sputi entro un raggio di 250 metri.