Varie, 7 agosto 2007
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Angeli Angelo
• Milano 1953 (~). Soprannominato il «Bombardiere nero», alle spalle accuse per reati legati alla droga e alle armi, era ritenuto l’artificiere delle Squadre di azione Mussolini (Sam), un gruppo eversivo di estrema destra. Il suo nome emerse giudiziariamente anche in relazione allo stupro subito nel ”73 dall’attrice Franca Rame, moglie del premio Nobel Dario Fo. Nel ”98 il pentito nero Biagio Pittarresi lo indicò come uno dei cinque neofascisti che avrebbero violentato la Rame su suggerimento di alcuni ufficiali dei carabinieri. Tesi già illustrata nel ”95 dal giudice Guido Salvini in documenti di indagine sull’eversione nera. Da Londra, dove viveva, Angeli respinse l’accusa. Due anni prima era stato arrestato dalla Digos in Inghilterra per droga, omicidio colposo e lesioni. Un provvedimento legato alla morte di una persona causata da un’esplosione verificatasi in una cantina nella quale Angeli (assente al momento dello scoppio), maneggiava esplosivo • «[...] Nel ”73 estremista della destra più violenta e ”principale responsabile” (secondo l’ordinanza di rinvio a giudizio del pm Guido Salvini) dello stupro collettivo ai danni di Franca Rame. E adesso accusato di favoreggiamento: avrebbe tentato di coprire la fuga dei due tunisini, suoi dipendenti in nero, che hanno violentato due ragazze francesi. ” una cosa che mi fa star male - commenta la moglie di Dario Fo - ma che non mi stupisce più di tanto: Angeli ha continuato la strada intrapresa più di trent’anni fa”. Insomma: ” come Izzo, quello del Circeo: questa gente non cambia, la violenza sulle donne è nella loro testa. Stavolta non ha partecipato allo stupro, ma si è sentito in dovere di avvisare gli stupratori, per aiutarli. Li ha sentiti come suoi alleati”. Per l’attrice ricordare è difficile. Quel giorno, era il 9 marzo 1973, passeggiava per Milano quando la presero e la portarono su un furgone. Un incubo: botte, sigarette spente sulle gambe, lo stupro e poi le minacce. Un incubo che lei ha poi messo in scena in una celebre pièce. ”Io ero impegnata nel ”Soccorso rosso’, un’organizzazione che difendeva i detenuti politici; volevano punirmi e anche fermarmi: fu un castigo politico. Alla fine dicevano: ”Se parli ammazziamo tuo figlio’...”. Ma a farle ancora più male fu dell’altro. Quello fu ”uno stupro di Stato”, come fece capire il pm Guido Salvini quando nel ”98 scrisse l’ordinanza di rinvio a giudizio per i presunti responsabili (ancora presunti e tutti caduti in prescrizione). Lei lo dice così: ”Il tutto venne ordinato da alcuni ufficiali dei carabinieri, e uno di loro, ecco la cosa che mi fa più male, addirittura brindò a champagne, quando seppe che la missione era stata compiuta. [...]”» (Rodolfo Sala, ”la Repubblica” 29/8/2006) • «[...] ex ”Bombardiere nero” [...] una vita trascorsa pericolosamente tra bombe, armi, sequestri e l’accusa di aver partecipato allo stupro dell’attrice Franca Rame. A partire dai primi anni ”70, l’allora terrorista delle Squadre d’Azione Mussolini si rese responsabile di molti fatti. Nel ”72 fu arrestato per attentati alle sedi di partiti e quotidiani e alle case dei magistrati Bianchi d’Espinosa ed Emilio Alessandrini, ucciso da Prima Linea nel ”79. Il fascicolo su Angeli annota una condanna in primo grado in Svizzera a 6 mesi per il sequestro a Milano nel 1974 dell’uomo d’affari Giorgio Cupertino, di sua moglie e di un suo dipendente. Gli ostaggi furono portati in Svizzera, dove li liberò la polizia elvetica. [...] Un tempo abitava in una palazzina in via Maroncelli, nella cui cantina il 25 luglio ”91 si mise a travasare gpl da una bombola al serbatoio del camper. Mentre era via, una fuga di gas fece saltare in aria il palazzo. Morì un sacerdote e dalle macerie emersero pistole e munizioni attribuite ad Angeli che, per questa vicenda, fu arrestato nel ”98. Ma il ”Bombardiere nero” compare anche nella storica ordinanza di rinvio a giudizio depositata nel ”98 dal giudice istruttore Guido Salvini nei confronti dell’eversione nera. Nel capitolo dedicato allo stupro subito nel ”73 dalla moglie del premio Nobel Dario Fo, Salvini riporta le dichiarazioni del pentito Biagio Pitarresi secondo il quale uno dei responsabili era Angeli e la violenza era stata ispirata da ufficiali dei carabinieri come ”azione intimidatoria” contro l’attività di Soccorso Rosso, l’associazione impegnata in favore di carcerati appartenenti all’estrema sinistra. Angeli si disse estraneo. Non subì nulla perché il reato era prescritto. Per due volte la magistratura di sorveglianza ha detto sì alla scarcerazione dell’ex terrorista, nonostante il parere negativo (giugno 2002 e novembre 2005) della Questura. [...]» (Giuseppe Guastella, ”Corriere della Sera” 29/8/2006).