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 2007  agosto 07 Martedì calendario

Nardelli Robert

• Old Forge (Stati Uniti) 17 maggio 1948. Manager. Dal 2007 presidente e amministratore delegato della Chrsyler • «A proprio agio fra Sofia Loren e Robert De Niro come fra i volontari della Georgia a costruire case per i senzatetto, abile a farsi stimare dai salotti di Washington come a restare in cima alla hit parade dei top manager d’America [...] rappresenta l’affermazione degli italoamericani all’inizio del XXI secolo: a lui sono state affidate le redini del gruppo automobilistico Chrysler, il terzo degli Usa. La parabola di Nardelli [...] va oltre la realizzazione del sogno americano: disegna l’affermazione di una nuova generazione di italoamericani, capace di arrivare a guidare i giganti dell’economia applicando valori e regole della società bianca, anglosassone e protestante: lavoro duro e compassione. Ex braccio destro di Jack Welch alla General Electric, incluso da Business Week nella lista dei top manager di successo d’America, Nardelli è stato per sette anni alla guida del gigante dei casalinghi Home Depot prima di essere obbligato a dimettersi all’inizio del 2007 a causa di una remunerazione che metteva in imbarazzo il consiglio di amministrazione e scatenò la rivolta degli azionisti: fu liquidato con un assegno da oltre 210 milioni di dollari. Ma alla guida di Home Depot riuscì nell’impossibile sfida di raddoppiare i punti vendita della catena di casalinghi che già vantava il record di aprirne uno al giorno, guadagnandosi la fama di mastino che ha spinto John Snow a reclutarlo. Snow, ex segretario al Tesoro di Bush oggi alla guida del fondo di private equity Cerberus, è il proprietario di Chrysler da [...] quando versando 7,4 miliardi di dollari ha ottenuto dalla tedesca Daimler l’80,1 per cento delle azioni della casa automobilistica. La scommessa di Snow è di trovare in Nardelli il leader capace di ripetere le imprese di Lee Iacocca, che negli anni Ottanta rilanciò il marchio Chrysler con una pesante ristrutturazione. Nardelli in comune con Iacocca [...] non ha solo le radici italiane, i natali in Pennsylvania e le simpatie conservatrici ma anche la convinzione che un buon leader d’azienda è in grado di avere successo in qualunque business. Lo disse egli stesso al pubblico di Washington quando nel 2002 venne insignito assieme agli attori Sofia Loren e Robert De Niro del premio della Niaf, la maggiore organizzazione degli italiani d’America. La missione è da far tremare i polsi: nel 2006 Chrysler ha registrato perdite per 618 milioni di dollari diventati 1,98 miliardi nel primo trimestre dell’anno e per uscire dal guado la ristrutturazione pianificata da Cerberus prevede il taglio minimo di 13 mila ore di lavoro entro il 2009. Nardelli è sicuro di farcela al punto che il primo annuncio fatto riguarda il proprio salario: sarà di 1 dollaro l’anno perché scommette tutti i suoi introiti sull’aumento dei profitti nella vendita delle auto. Per riuscirci avrà al fianco nel quartier generale di Auburn Hills il numero due Tom LaSorda, un altro italoamericano. ”Andremo avanti a velocità sostenuta e con la volontà di andare incontro ai bisogni dei nostri clienti” assicura Nardelli, recapitando un messaggio di sfida non solo a General Motors ma anche ai nipponici di Toyota che continuano a collezionare primati. Chi lo conosce assicura che fa sul serio e la dimostrazione viene dal primo incontro, avuto con il capo dei sindacati Ron Gettelfinger per spiegargli che ”il costo del lavoro per ogni macchina è troppo alto rispetto ai giapponesi” e dunque ”è bene che i dipendenti incomincino ad essere più flessibili”» (Maurizio Molinari, ”La Stampa” 7/8/2007).