Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 07 Martedì calendario

ROMA – «Le compagnie petrolifere, a partire dall’Eni, possono fare di più dei due centesimi di calo del prezzo dei carburanti annunciato ieri dall’Agip»

ROMA – «Le compagnie petrolifere, a partire dall’Eni, possono fare di più dei due centesimi di calo del prezzo dei carburanti annunciato ieri dall’Agip». Il presidente dell’Autorità per la concorrenza e il mercato, Antonio Catricalà, lo dice sulla scorta dell’istruttoria in corso sulle stesse compagnie «per accertare se ci sia un’intesa e uno scambio continuo di informazioni per tenere il prezzo più alto del dovuto». A che punto è l’istruttoria dell’Antitrust? «In fase avanzata. L’Eni e le altre compagnie inquisite, per evitare eventuali sanzioni che possono arrivare fino al 10% del loro fatturato, ci hanno già presentato una serie di impegni che sono oggi all’esame del mercato. Sul fronte dei prezzi, l’Eni, per i distributori self service, promette un taglio di circa 4 centesimi al litro. L’impegno, per questo tipo di distributori, è di adeguarsi al prezzo medio europeo. Ovviamente si tratta di arrivare progressivamente a una situazione simile a quella degli altri Paesi, dove quasi tutte le pompe di benzina sono self service. Ma anche questo non basta a ridurre i prezzi». Che cosa serve ancora? «Una grande apertura ai distributori di carburante nei supermercati, superando gli ostacoli frapposti dalle normative regionali, e lo sviluppo dello cosiddette pompe bianche». Che cosa sono? «Sono quelle che non hanno un marchio unico, perché si possono rifornire dal miglior offerente. Affinché questo tipo di distributori si sviluppi va però rivisto il sistema delle permute. Oggi accade che se una pompa ha bisogno di benzina e la sua compagnia non è pronta a dargliela, essa può rifornirsi da un’altra compagnia, senza problemi. Ma questo significa che soggetti che dovrebbero essere tra loro in concorrenza si scambiano il carburante. Vanno quindi da un lato posti dei limiti al sistema della permuta e dall’altro stimolato il sistema delle pompe bianche». Torniamo all’emergenza di questi giorni. Lei dice che le compagnie possono fare di più. Il governo intanto non le incontrerà prima di venerdì. Ma non farebbe prima a dire all’Eni, che domina il mercato, di abbassare ancora di più i prezzi? «Penso che le compagnie farebbero bene a non seguire una politica della lesina. Pochi centesimi di prezzo in più sono qualche euro per l’automobilista ogni volta che fa il pieno, ma diventano milioni di euro per la totalità dei consumatori. Quanto all’Eni, l’intervento di moral suasion del governo può senza dubbio servire perché sui prezzi l’Agip ha un ruolo di guida, nel senso che le altre compagnie di fatto seguono le sue indicazioni. Ma è chiaro che è opportuno parlare con tutti i soggetti del mercato». Anche lei auspica una diffusione dei distributori presso i supermercati. Perché finora non c’è stata? «Per i troppi vincoli posti dalle normative regionali e locali. E poi è necessario che le compagnie riforniscano questi punti vendita, che ovviamente dovrebbero avere la caratteristica di pompe bianche, per spuntare prezzi ancora migliori». Presidente, passiamo a un altro tema che interessa molto i consumatori: le banche. Dopo le vacanze l’Antitrust dovrà occuparsi della megafusione Unicredit- Capitalia... «Su questo, per la verità, non andiamo in vacanza. Il 21 agosto faremo una riunione per fare il punto, il 28 ci sarà un’audizione delle parti interessate. Speriamo di chiudere prima della fine di settembre ». Su quali aspetti state indagando? «Si costituisce un gruppo di dimensioni molto rilevanti e c’è bisogno di garantire che non ci siano intrecci lesivi della concorrenza e conflitti di ruolo». Si riferisce al ruolo di Mediobanca e ai rapporti con Generali? «Dobbiamo stare attentissimi su questo fronte, per evitare il rischio che si creino situazioni limitative della concorrenza nei servizi assicurativi e in alcuni settori bancari». C’è chi dice che l’Antitrust stia allargando troppo il suo raggio d’azione, col rischio di frenare le necessarie fusioni bancarie. «Noi stiamo facendo solo il nostro dovere di assicurare la concorrenza. bene chiarire che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato non fa regolamentazione, cioè non è che poniamo limiti alle partecipazioni. Ma, secondo criteri di coerenza, lavoriamo perché non ci siano tra concorrenti intrecci tali da far sì che nei luoghi dove si decide ci siano sempre le stesse persone, di modo che ciascun soggetto possa fare la propria politica senza che il proprio concorrente ne sia al corrente ». I rapporti con la Banca d’Italia e le altre Authority che vigilano sui mercati come sono? «Molto buoni. Con la Banca d’Italia siamo in contatto continuo e con la Consob addirittura condividiamo lo stesso palazzo. Collaboriamo senza problemi». Enrico Marro