Vittorio Malagutti, L’Espresso 10/8/2007 (Dagospia 6/8/2007), 10 agosto 2007
VOCI SULLA LIBERAZIONE DELLA BETANCOURT
DAL SITO DI REPUBBLICA, 6/8/2007
CARACAS - Ingrid Betancourt è in Venezuela ed è libera. Il presidente venezuelano Chavez la consegnerà alla signora Sarkozy. L’annuncio della liberazione dell’ex candidata presidenziale franco-colombiana, sequestrata dalle Farc in Colombia nel 2002, è stato dato a radio Caracol dalla giornalista venezuelana Patricia Poleo, da Miami, dove risiede.
Il negoziatore intermediario tra il governo di Parigi e i guerriglieri colombiani, secondo la giornalista, è "niente di meno che il presidente Hugo Chavez Frias, i cui rapporti di stretta collaborazione con le Farc sono di dominio pubblico", sottolinea Patricia Poleo. Chavez consegnerà la Betancourt al governo francese, in occasione della imminente visita a Caracas della first lady Cecilia Sarkozy.
"L’ho saputo da fonti militari venezuelane", ha sostenuto la giornalista, precisando che con la Betancourt vi sono anche la sua segretaria Clara Rojas ed il figlio Emanuel che, ora, si troverebbero nei pressi di Elorza, al confine con la Colombia, in una fattoria di proprietà di un familiare di ’Mono Jojoy’, responsabile militare delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia).
La Poleo ha anche affermato che, in cambio della loro liberazione, Chavez chiederebbe a Nicolas Sarkozy di consegnargli Carlos, il terrorista venezuelano recluso in Francia. La Poleo sottolinea inoltre che, con la liberazione della Betancourt, il neo governo Sarkozy avrà "un profondo debito di gratitudine" nei confronti del governo Chavez. Debito che, aggiunge, "potrebbe tradursi nel ripristino delle trattative per la vendita di armamenti, sospesa tra Venezuela e Francia durante la presidenza di Jacques Chirac".
Pur se le sue rivelazioni destano molte perplessità e dubbi alla luce dei suoi trascorsi, (la Poleo è un’accesa oppositrice di Chavez, e in patria è accusata di essere la mandante dell’omicidio, nel 2004, del procuratore della repubblica Danilo Anderson), la madre della Betancourt, Yolanda Pulecio ha affermato: "Anche se mia figlia Astrid mi ha detto di non illudermi, io spero che possa essere vero. Se Ingrid venisse liberata, sicuramente si adopererà perchè possa accadere lo stesso agli altri 44 ostaggi delle Farc".
Proprio ieri Chavez, nel corso del suo tradizionale programma ’Alò Presidente!’, si era detto disposto a dialogare con i comandanti delle Farc per cercare di dare una mano per quanto "possiamo sul cammino della pace".
Il presidente venezuelano, rispondendo alla domanda di un radioascoltatore, aveva sottolineato: "Vorrei avere una conversazione politica con i comandanti guerriglieri della Colombia, ascoltarli. Ho parlato con alcuni di loro che sono venuti qui, ogni volta che il governo della Colombia lo ha permesso, cercando di aiutare, anche se a volte (le autorità colombiane, ndr) ci ripagano con pugnalate". Riguardo ad un accordo umanitario, Chavez aveva aggiunto: "Non so cosa lo impedisce. Il governo avrà le sue ragioni; l’ostacolo è grande".
Da oltre 40 anni la Colombia è impegnata in un conflitto interno che ha come protagonisti il governo e soprattutto la guerriglia delle Farc. Queste ultime tengono da anni in ostaggio decine di personalità colombiane, fra cui la ex candidata presidenziale Ingrid Betancourt, e tre ’contractor’ statunitensi, che vorrebbero scambiare con circa 500 guerriglieri in carcere, attraverso un accordo umanitario sul quale però le parti non si sono ancora messe d’accordo.
***
BOGOTA’ - La ex candidata presidenziale franco-colombiana Ingrid Betancourt, sequestrata dalle Farc in Colombia il 23 febbraio 2002, è stata liberata. Lo scrive la giornalista venezuelana Patricia Poleo, citando fonti militari di Caracas e precisando che la Betancourt nei prossimi giorni sarà consegnata dal presidente Hugo Chavez alla moglie del presidente francese Sarkozy. Ingrid Betancourt, figlia di un ex ministro dell’educazione, militante per i diritti umani, è anche la fondatrice del partito di centro-sinistra «Partido Verde Oxígeno». L’ambasciata colombiana in Italia non ha ancora confermato la notizia.
«GIA’ IN VENEZUELA» - La Betancourt, prosegue la Poleo, si troverebbe già in Venezuela, nei pressi di Elorza, al confine con la Colombia, in una fattoria di proprietà di un familiare di "Mono Jojoy", responsabile militare delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia). Il negoziatore intermediario tra il governo di Parigi e i guerriglieri colombiani è «il presidente Hugo Chavez, i cui rapporti di stretta collaborazione con le Farc sono di dominio pubblico», sottolinea la giornalista venezuelana. La Poleo rileva inoltre che, con la liberazione della Betancourt, il neo formato governo Sarkozy avrà «un profondo debito di gratitudine» nei confronti del governo Chavez. Debito che, aggiunge, «potrebbe tradursi nel ripristino delle trattative per la vendita di armamenti, sospesa tra Venezuela e Francia durante la presidenza di Jacques Chirac».