La Stampa 6/8/2007, 6 agosto 2007
Non sono stati solo i giapponesi a morire. A Hiroshima, ieri, s’è tenuta una commemorazione per ricordare anche le vittime coreane del bombardamento atomico della città del 6 agosto 1945
Non sono stati solo i giapponesi a morire. A Hiroshima, ieri, s’è tenuta una commemorazione per ricordare anche le vittime coreane del bombardamento atomico della città del 6 agosto 1945. Sugli oltre 140.000 uccisi dalla bomba lanciata sulla città giapponese, circa 20.000 erano coreani che si trovavano a Hiroshima come soldati dell’Armata imperiale, dipendenti civili dell’esercuito, studenti e cittadini normali. La Penisola coreana era da tempo colonia dell’Impero del Sol levante. «I giapponesi non sono stati le uniche vittime. Anche i coreani sono stati esposti alla bomba atomica perché il nostro Paese era occupato e noi eravamo stati trasformati in cittadini giapponesi», ha spiegato Kang Mun-hui, capo d’un gruppo di vittime coreane, dette «hibakusha», della bomba. Nella commemorazione è state resa pubblica una lista di 2628 nomi di «hibakusha» coreani, con dieci nomi nuovi aggiunti, è stata salutata la bandiera sudcoreana ed è stato intonato l’inno nazionale sudcoreano. Alla cerimonia commemorativa di oggi - sessantaduesimo anniversario del primo attacco atomico nella storia seguito dopo pochi giorni da quello di Nagasaki - saranno ufficialmente rappresentati 42 Paesi. Lo ha reso noto il municipio della città martire, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Kyodo. Tra i Paesi ufficialmente detentori di armi atomiche, sarà presente la sola Russia. Non ci saranno dunque neppure gli Stati Uniti. Mai alcun membro delle forze armate o dell’amministrazione degli Stati Uniti s’è recato in visita ufficiale presso il Memoriale della Pace di Hiroshima o presso quello di Nagasaki. Il premier nipponico Shinzo Abe sarà ovviamente presente. Il sindaco di Hiroshima ha preannunciato per oggi uno speciale appello contro qualsiasi revisione della clausole pacifiste della Costituzione. Tadatoshi Akiba ha spiegato che intende formulare un appello particolare sulla scia di due eventi: le controverse dichiarazioni sull’olocausto nucleare fatte all’inizio di luglio dal ministro della Difesa Fumio Kyuma, costretto per questo a dimettersi, e l’assassinio in aprile, per mano di un gangster, dell’esponente pacifista Itcho Ito, sindaco di Nagasaki. Akiba ha detto che pronuncerà poi un appello contro gli armamenti nucleari in autunno a una conferenza internazionale dei governi locali in programma nell’isola sudcoreana di Jeju. /