Il Sole 24-Ore 23/2/2007, 23 febbraio 2007
Caro-benzina ancora sotto i riflettori. Mentre il petrolio a New York chiude la settimana ai massimi del 2007 (61,14 dollari), Agip, compagnia del gruppo Eni, ha deciso di rialzare i prezzi dei carburanti di 2,5 centesimi di euro al litro per la benzina (che passa a 1,238 euro/litro per il servito) e 2 cent per il diesel (a 1,118)
Caro-benzina ancora sotto i riflettori. Mentre il petrolio a New York chiude la settimana ai massimi del 2007 (61,14 dollari), Agip, compagnia del gruppo Eni, ha deciso di rialzare i prezzi dei carburanti di 2,5 centesimi di euro al litro per la benzina (che passa a 1,238 euro/litro per il servito) e 2 cent per il diesel (a 1,118). Di tenore opposto la mossa di Erg: dal 24 febbraio riduce i prezzi consigliati ai gestori della propria rete di distribuzione carburanti di 0,005 euro al litro per benzina e gasolio. Una decisione, quella del gruppo genovese della famiglia Garrone, presa «in coerenza con il proprio metodo che riflette tempestivamente le variazioni delle medie delle quotazioni dei prodotti internazionali». I prezzi della rete di distribuzione ordinaria Erg senza servizio (Iva inclusa) saranno i seguenti: benzina 1,194 euro/litro e gasolio 1,080 euro/litro. Bersani: «Il Governo ha occhi e bocca e li userà». Sull’aumento Agip, intanto, si arroventa la polemica già esplosa dopo le recenti proteste delle associazioni dei consumatori. Questa volta scende in ampo direttamente il governo. «Vedremo se l’Agip riterrà di dare spiegazioni su una manovra così inusuale», ha attaccato il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. «Le compagnie devono comprendere che se pur il governo non ha possibilità alcuna di intervenire sui prezzi del carburante, ha tuttavia gli occhi per vedere e la bocca per parlare e li userà». Poco prima la notizia dell’aumento Agip era stata definita «sconcertante» per «la scelta del momento politico» da Umberto Carpi, consigliere di Bersani. «È un forte rialzo - aveva osservato Carpi, mettendo in guardia dai rischi dell’effetto domino sulle politiche dei prezzi della altre compagnie - che, andando a braccio, rapportato all’erogato Agip, si traduce in 250 milioni di euro». Agip: «Andremo avanti per questa strada». Agip, per voce del direttore generale della divisione Refining and Marketing del gruppo Eni, Mario Taraborrelli, ha replicato che gli aumenti alla pompa «hanno seguito rigorosamente l’andamento medio del mercato con un’attenzione particolare al consumatore». Per il futuro, a dispetto della pressa di posizione del governo, «andremo avanti su questa strada ed è chiaro che se nelle prossime due settimane ci fossero delle sensibili modifiche del prezzo sui mercati internazionali noi adegueremo anche quelli alla pompa», ha assicurato Taraborrelli. I consumatori: «Manovra speculativa». Codacons in Procura. Fortemente critici, ovviamente, i consumatori. Un aumento «assolutamente vergognoso, non attinente alla realtà dei costi petroliferi» che rappresenta «una manovra del tutto speculativa». Così, in una nota, Elio Lannutti, Presidente dell’Adusbef e Rosario Trefiletti, Presidente della Federconsumatori, commentano «l’iniziativa dell’Eni» di rincarare i prezzi dei carburanti. «Aumentare i carburanti di 2,5 centesimi al litro corrisponde ad un aumento dei pieni di benzina pari a 30 euro in più all’anno per costi diretti e di 28 euro per quelli indiretti». Il Codacons invierà in giornata una segnalazione all’Antitrust e alla Procura della Repubblica di Roma. Secondo il presidente Carlo Rienzi «il comportamento dell’Agip è certamente vergognoso, ma le critiche di Umberto Carpi non devono far dimenticare che l’Eni è in parte ancora proprietà dello Stato, che quindi incrementa gli introiti quando aumenta il prezzo della benzina».