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 2007  agosto 05 Domenica calendario

C´è chi lo balla fin da bambino e chi, dopo la pensione, scopre la febbre per le mazurche e la calda atmosfera delle sale da ballo

C´è chi lo balla fin da bambino e chi, dopo la pensione, scopre la febbre per le mazurche e la calda atmosfera delle sale da ballo. Il liscio è un fenomeno popolare diffuso, coinvolgente. Se ne occupa "Speciale Tg1" con un reportage di Nevio Casadio, in onda alle 23.30 su RaiUno. Il programma racconta storie e poesia di una musica che ha trovato da noi, in Romagna, una terra fertile. Da lì, col passare degli anni, ha contagiato le balere di tutta Italia prendendo il nome di "liscio" per le movenze dei ballerini che usavano scivolare, strusciare i piedi, quindi "andare via liscio". Casadio parte dalle origini storiche di metà Ottocento introducendo la figura del violinista Carlo Brighi (soprannominato "zaclen", anatroccolo) che all´epoca aprì in provincia di Rimini la prima Cà del Liscio. Ma fu Secondo Casadei, nel 1928, a fondare l´omonima orchestra, con il contributo del nipote, Raoul, tra gli anni ”60 e ”70: l´Orchestra Casadei smorzò il piglio castigatore di certi balli di coppia, per lasciare spazio all´entusiasmo, al piacere di muoversi. Ecco che il saltarello, la manfrina, il trescone (in voga nelle aie romagnole) si diffusero presto nelle piste del Nord, nelle feste da ballo, fino alle sagre di paese. Tra le testimonianze raccolte nel servizio, quelle di Miro Gori, saggista, Anna Tonelli, giornalista di Repubblica e autrice di "Scusi, permette un ballo?", Tonino Guerra e una figlia d´arte, Riccarda Casadei. Ai pareri, fanno coro gli aneddoti: da Rimini, una coppia di ballerini descrive l´emozione di essere stata quattordici volte campioni italiani di folk e oggi insegnanti di ballo. Da Perticara, la cantante dell´orchestra Bargamini, dice di truccarsi tra i cumuli di paglia (altro che camerini con tutte le comodità) e di sentirsi appagata. E poi, la musica sperimentale di John De Leo, già cantante dei Quintorigo, che ha lasciato il gruppo nel 2005. All´appuntamento, non mancano i "Patrick Swayze del liscio", come Alessandro Ristori, classe 1979, gavetta nelle pizzerie con le imitazioni di Celentano, o i controcorrente, come i Bevano Est (ovvero, Ciuma, Pippo, Penta, Unda, Diegs) che propongono i suoni folk della Romagna antica. Sentiremo anche Andrea Croci, che ha inciso il suo ultimo disco a 93 anni, intenzionato a sfornarne presto un altro. Chi ha obbedito al liscio e chi ha dato il "la" alla scanzonata occupazione delle piste, può tornare indietro o andare avanti nel tempo. "Speciale Tg1" finisce a mezzanotte, la voglia di ballare chissà.