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 2007  agosto 05 Domenica calendario

ROMA - Calma piatta sul mercato dei mutui. Dopo sei anni di corsa inarrestabile la domanda di prestiti per l´acquisto di abitazioni è cresciuta solo dello 0,08 per cento negli ultimi tre mesi e per prossimi tre si attende una variazione addirittura nulla

ROMA - Calma piatta sul mercato dei mutui. Dopo sei anni di corsa inarrestabile la domanda di prestiti per l´acquisto di abitazioni è cresciuta solo dello 0,08 per cento negli ultimi tre mesi e per prossimi tre si attende una variazione addirittura nulla. A rilevarlo è l´indagine sul credito bancario nell´area euro, effettuata a luglio dalla Banca d´Italia. Un rallentamento atteso: il mercato immobiliare sta frenando in Italia come in Spagna, Francia e Belgio, tanto che i prezzi delle abitazioni, che erano esplosi negli ultimi anni, sono calati durante tutto il 2006. Complice il rialzo dei tassi di interesse che ha reso più oneroso acquistare casa "a rate": dal dicembre 2005, quando il costo del denaro era a quota 2 per cento, si è arrivati al 4 per cento con l´ultimo rialzo della Bce. Non solo. I tassi dei mutui italiani, ha denunciato a luglio il governatore della Banca d´Italia Mario Draghi, sono più elevati di quelli degli altri Paesi europei. La prima battuta d´arresto sul mercato dei mutui, c´era già stata nel primo trimestre dell´anno, quando per la prima volta dal giungo 2001 le aziende di credito segnalarono una flessione nella richiesta di mutui (-0,07 per cento). Poi c´è stata una piccola ripresa guidata dalle stesse banche, che stanno aumentando gli importi erogati e allungando le scadenze, così da rendere più sostenibile il pagamento delle rate. Già nel 2006, rileva l´Osservatorio sul credito Assofin-Crif-Prometeia, la classe di mutui prevalente è stata quella con scadenze di durata superiore ai 25 anni (solo 4 anni prima era quella tra i 16 e i 20 anni). Se i mutui rallentano corre invece il credito al consumo. Agli italiani comprare a rate piace: negli ultimi sei mesi, rileva la Banca d´Italia, l´incremento è stato di un quarto di punto e per i prossimi tre ci si attende un nuovo rialzo sempre dello 0,25 per cento. A far registrare i tassi di crescita più elevati, secondo i dati dell´Osservatorio 2006 di Assofin-Crif-Prometeia, sono stati i prestiti personali e la cessione del quinto dello stipendio. Una forma di finanziamento quest´ultima, cresciuta grazie alla nuova legge che ha permesso anche ai dipendenti privati e ai pensionati di ottenere un prestito grazie alla cessione del quinto. E il futuro per il credito al consumo dovrebbe essere tutto in discesa. Aziende di credito e finanziarie fanno a gara per sfornare nuovi prodotti e conquistare nuovi clienti: i giovani, i lavoratori atipici, gli immigrati. E per facilitare l´accesso al credito, ma soprattutto per renderlo più trasparente il governo ha varato una riforma che anticipa una direttiva Ue. Le nuove norme mirano a rendere più semplice e diretto l´accesso ai prestiti puntando a un costo del credito più trasparente e alla possibilità di recedere dal contratto in caso di ripensamento entro due settimane. (b.ar)