Alessandra Farkas, Corriere della Sera 5/8/2007, 5 agosto 2007
MILANO
L’ultima emergenza a Fiumicino. Diecimila bagagli non imbarcati negli ultimi 4 giorni. Stremato, venerdì pure il direttore centrale dell’aeroporto, Franco Giudice, si è messo a smistare le valigie tra un carrello e l’altro. Da Roma a Londra, da Bangkok a Capo Verde, in tutto il mondo per chi viaggia in aereo è l’estate più nera. Voli cancellati, ritardi, overbooking, code al check-in. E, ultima tappa della
via crucis, il controllo del passaporto e del bagaglio a mano: fino all’anno scorso una cosa da cinque minuti, ora può costare anche un’ora. Risultato: «Per tutto agosto, meglio presentarsi all’aeroporto prima dell’orario indicato dalla compagnia aerea – avvisa Silvano Manera, direttore generale dell’Enac ”. In media, chi parte dall’Italia deve arrivare con almeno un’ora e mezzo di anticipo per i voli in Ue, e almeno 2 ore per i voli transcontinentali». E al ritorno? «Per stare tranquilli bisogna aggiungere un’altra mezz’oretta di anticipo».
COSA CAMBIATO – Due le ragioni del rallentamento generalizzato. Primo, le norme di sicurezza introdotte dopo gli attentati sventati il 10 agosto 2006 a Heathrow. Secondo, l’aumento generalizzato del traffico aereo. Quest’anno in Italia voleranno 130 milioni di passeggeri, più 6% rispetto al 2006. Nel mondo, sono previsti 114 mila voli: più 5 per cento. «Un trend ampiamente annunciato, eppure sottostimato dalle società di gestione degli aeroporti», spiega Manera. Insomma: più viaggiatori, ma strutture, spazi e personale identici al 2006. E non va meglio in un aeroporto nuovo di zecca come il Suvarnabhumi, a Bangkok, inaugurato lo scorso settembre dopo 4 anni di lavori e presentato come «lo scalo più importante del Sud Est asiatico». Tecnologie all’avanguardia, ristoranti di lusso e centri massaggi per i viaggiatori in attesa. Ma anche aeree d’imbarco troppo ristrette rispetto al flusso di passeggeri. Così tutti i voli interni sono già stati riportati al vecchio scalo «Don Muang». E l’attesa al check-in resta interminabile.
IL CASO HEATHROW – diventato il simbolo mondiale dei disagi per chi viaggia. Il maggiore scalo londinese era stato progettato per gestire 45 milioni di viaggiatori all’anno. Nel 2007 sono previsti 23 milioni in più. «L’attesa di imbarcarsi è più lunga del volo», ha denunciato il Daily Telegraph.
In media, un’ora e 28 minuti.
Solo per passare attraverso i metal detector bisogna mettere in conto tre quarti d’ora (in Italia ci si mettono più o meno 25 minuti). Non solo i liquidi in eccesso nel bagaglio a mano, ma pure gli ombrelli finiscono direttamente nella spazzatura. Va un po’ meglio negli scali low cost: a Manchester l’attesa media è di un’ora e 11 minuti, a Stansted di 41 minuti. A Liverpool hanno messo pure una corsia preferenziale per chi è in ritardo, al prezzo di 3 e euro e mezzo. E la maggior parte dei viaggiatori è andata su tutte le furie.
LE MULTE IN ITALIA – Un anno fa, l’Ue ha introdotto le prime sanzioni per le compagnie aeree «che violano i diritti dei viaggiatori ». Da allora l’Enac ha già messo 110 multe. Per overbooking, ritardi ingiustificati, informazioni poco chiare al check-in. Ultima furbizia scoperta, i finti «numeri verdi». «Già, chi perde le valigie e telefona ai centralini di Alitalia e Ryanair, paga la telefonata senza saperlo – racconta Manera ”. E i centralini di Ryanair sono tutti a Dublino». In media, negli scali italiani non vengono imbarcate 12 valigie ogni mille. La media europea è di 14, in Gran Bretagna e Germania si sfiora quota diciassette. In attesa che gli aeroporti sostituiscano i sistemi di smistamento bagagli, «quasi tutti antiquati», al direttore dell’Enac non resta che dare un consiglio ai viaggiatori: «In ogni valigia mettete due etichette con il vostro indirizzo: una all’esterno e una all’interno. Il 90% dei bagagli viene perduto perché durante il trasporto si stacca l’etichetta sulla maniglia».
PIU’ SICUREZZA – Magra consolazione, all’aeroporto siamo ancora tutti uguali. I venti ragazzini che due settimane fa, causa overbooking, ci hanno messo 24 ore per tornare a casa dalla vacanza- studio a Londra, come il presidente di An Gianfranco Fini, che in aprile è tornato a Roma dal Kenya con due giorni di ritardo per colpa di un guasto all’aereo.
Code all’imbarco e controlli dei bagagli, almeno, dovrebbero garantirci più sicurezza. Impossibile stabilire quanto sia vero. Lo scorso 3 aprile, un ispettore dell’Enac ha nascosto la lama di un coltello nel tacco di una scarpa. Ed è riuscito ad imbarcarsi, all’aeroporto di Genova, in un volo per Napoli. Il metal detector ha regolarmente suonato, ma gli addetti alla sicurezza lo hanno fatto passare comunque.