Raimondo Bultrini, la Repubblica 4/8/2007, pagina 21., 4 agosto 2007
L’Amministrazione per gli Affari religiosi del governo di Pechino ha emanato una legge per regolamentare «la gestione delle reincarnazioni dei Buddha viventi»
L’Amministrazione per gli Affari religiosi del governo di Pechino ha emanato una legge per regolamentare «la gestione delle reincarnazioni dei Buddha viventi». I provvedimenti entreranno in vigore dal primo settembre per controllare la scelta dei "tulku", i maestri del buddismo tibetano come il Dalai Lama, considerati capaci di reincarnarsi dopo la morte. Il governo ha anche fatto sapere che «i cosiddetti Buddha viventi reincarnati sono da considerarsi illegali e invalidi senza l’approvazione del Dipartimento per gli Affari religiosi». Già dodici anni fa Pechino annullò d’ufficio la scelta della reincarnazione del Panchen Lama, figura numero due della scuola buddista Gelupa dopo il Dalai Lama fuggito in India nel 1959. Al posto di un bambino di sei anni di nome Gedhun Choekyi Nyima fu nominato un suo coetaneo di nome Gyancain Norbu, estratto a sorte da un’urna d’oro sotto la supervisione degli emissari di partito.