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 2007  agosto 04 Sabato calendario

APERTURA FOGLIO DEI FOGLI 6 AGOSTO 2007

Piero Gelmini, «uno dei tre preti più famosi d’Italia» [1], il «più celebre dei sacerdoti antidroga» [2], il mitico don Pierino «che compare spesso e volentieri alla televisione a discettare dei valori che una volta c’erano e che ora non ci sono più, guru di tanti uomini politici, fondatore della Comunità Incontro» [3], «uno che ha salvato trecentomila persone dalla droga», è accusato di abusi sessuali. Renato Farina: «Avrebbe chiamato a sé le pecorelle non per aiutarle ma per palparle». [1] L’inchiesta nascerebbe dalla denuncia di due giovani tossicodipendenti già ospiti del centro di accoglienza di Molino Silla ai quali se ne sarebbero associati in seguito altri due o tre. La procura della Repubblica di Terni lo ha iscritto nel registro degli indagati, l’inchiesta è stata avviata più di un anno fa e il sacerdote - 82 anni compiuti il 20 gennaio, è stato già sottoposto a un primo interrogatorio, durante il quale ha respinto tutte le accuse. [4] Flavio Haver: «Ma quelle denunce di chi è stato messo alla porta della Comunità pesano, eccome, sulla posizione del religioso. ”Sono circostanziate”, dice chi se n’è occupato». [5]

I racconti dei Grandi Accusatori si assomigliano. Francesco Grignetti: «Al centro delle ricostruzioni - che ovviamente sono tutte da vagliare - c’è un passaggio obbligato nella vita comunitaria. il cosiddetto colloquio nella Stanza del Silenzio. Una sorta di confessionale, moquette e poltroncine, dove don Pierino usa chiacchierare con i nuovi arrivati e cerca di capire il loro disagio. Ci sono passati migliaia di giovani alle prese con l’eroina, o con la coca, ultimamente anche con l’alcol, che è l’ultima piaga di massa. Un colloquio previsto dal protocollo, vis a vis, che si ripete più volte se poi il giovane ospite (alla Comunità Incontro si accolgono solo maschi) dà segni di insofferenza alle regole. Ecco, secondo le accuse che l’ufficio retto dal procuratore capo Carlo Maria Scipio ha raccolto, è lì, nella Stanza del Silenzio, che sarebbero accaduti i fattacci. Nel segreto di un colloquio condotto a quattr’occhi, il carismatico don Pierino avrebbe fatto delle avances verso i suoi giovani interlocutori. Qualcosa più di un’avance, in verità. E infatti la procura sta procedendo per il reato di molestie sessuali nei confronti di soggetti deboli (psicologicamente)». [6]

Don Gelmini ha spiegato ai pm che si tratta della ”vendetta” di due tossicodipendenti romani che, in galera a Regina Coeli per piccolo spaccio, avevano chiesto di scontare la pena in comunità ad Amelia. Grignetti: «’Due ragazzoni alti più di un metro e ottanta - li descrive un collaboratore del sacerdote - forti e robusti, pieni di tatuaggi. Come poteva uno come lui dare fastidio a due tipi così?”. La difesa è che sarebbero stati questi due piccoli delinquenti, sorpresi a rubacchiare negli uffici di Mulino Silla, e perciò denunciati ai carabinieri e rispediti in cella, ad aver covato disegni di ripicca. O forse di estorsione. Perché, a quanto risulta, in alcune intercettazioni si sente parlare ripetutamente di soldi in cambio di silenzio. Epperò poi le cose sarebbero andate diversamente. I due, appoggiati anche da un assistente sociale, avrebbero deciso di parlare con i magistrati. E dopo loro, anche altri. Uno, torinese, detenuto, ha fatto il suo racconto poco tempo fa. E di nuovo tornano la Stanza del Silenzio e le molestie sessuali». [6]

La denuncia è arrivata nel momento di maggior successo ”politico” delle comunità di don Gelmini, che è riuscita a sostituire San Patrignano come luogo di incontro e vetrina del centrodestra. Jenner Meletti: «Nell’estate 2002, sulla collina vicino a Rimini, Silvio Berlusconi aveva presentato quella che sarebbe diventata la legge Fini-Giovanardi sulle tossicodipendenze. Fu firmato anche un patto fra numerose comunità ma don Gelmini, all’ultimo momento, mandò un proprio sostituto. Da quel momento, sulla comunità fondata da Vincenzo Muccioli - sulla collina nei primi anni ”90 erano saliti fra gli altri Giovanni Spadolini e Bettino Craxi - è iniziata l’eclisse». [7] Salvatore Dama: «Un padre spirituale, un confidente, un guru. Don Pierino Gelmini per Silvio Berlusconi è come Don Milani (vivente) per Valter Veltroni». [8]

Lo stesso vale per molti altri esponenti del centro-destra. Pier Ferdinando Casini: «Tra le tante persone che conosco, poche hanno fatto per gli altri quello che ho visto fare a don Pierino Gelmini». [5] Maurizio Gasparri: «Se fossero tutti come don Pierino, il mondo sarebbe l’Eden». [9] L’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo (che fa il volontario ad Amelia): «Don Pierino è uno che scende nella fossa dei leoni, non guarda i tossicodipendenti da lontano come don Mazzi, che pensa alla tivù e non è vicino ai ragazzi». [10] Maria Pia Garavaglia, vicesindaco di Roma, stabilmente ancorata nel centrosinistra, proibizionista dichiarata: «Agli inizi, da Pierino, ad Amelia, non ci veniva nessuno di importante. Poi è cominciata la processione, la destra l’ha cavalcato, se ne è servita contro gli antiproibizionisti, e la sinistra ha scelto di allontanarsi dalla sua figura, dalla sua esperienza, l’ha lasciato in braccio a loro». [11]

A sinistra la fiducia in Gelmini è piuttosto rara. Vladimir Luxuria ha invitato a non dare «assoluzioni preventive solo perché è un sacerdote». [12] Katia Bellillo: «Solitamente se le persone denunciano non è che lo facciano solo per fare del male a qualcuno». [13] Aurelio Mancuso (Arcigay): «In diverse occasioni don Gelmini ha esternato opinioni clericali e retrive di stampo omofobico, se le accuse fossero sostanziate da prove, ci troveremmo semplicemente di fronte ad un ennesimo caso di reazionario cattolico che, per coprire le proprie inclinazioni, pubblicamente si è scagliato per anni contro le sue stesse paure». [1] Franco Grillini: «Se fossero vere le accuse che appaiono circostanziate e credibili perchè frutto di sei mesi di indagine, Don Gelmini sarebbe un ”caso Mele” moltiplicato per diecimila». [14]

La Chiesa è al fianco di don Pierino, senza distizioni tra destra e sinista. Il ”prete no global” don Vitaliano della Sala: «Chi fa questo mestiere sa che rischia di finire in trappola. Mi capita di svegliarmi con l’incubo di sentire al tg: don Vitaliano è pedofilo». [15] Don Chino Pezzoli: «I tossicodipendenti che lasciano le nostre strutture terapeutiche per ritornare a far uso di sostanze stupefacenti sono inattendibili e portano in sé tratti vendicativi di ogni genere». [16] Don Pierino: «Per chi lavora in questo campo è un passaggio obbligato anche se sofferto. pacifico, chi in questi mari naviga, questi pesci prende...». [17]

Piero Gelmini nacque a Pozzuolo Martesana, provincia di Milano. Il padre, agricoltore, gli insegnò la carità «senza se e senza ma, come usava una volta»: «A casa mia c’era sempre posto per tutti, anche per i barboni». [18] La mamma era «una donna saggia, una maestra dell’800». Andrea Garibaldi: «I figli erano sei. L’ultimo, classe 1931, è padre Eligio. Il penultimo, classe 1925, don Pierino Gelmini. Tutti e due hanno fondato e condotto comunità per tossicodipendenti». [19] Il Giornale: «In seminario ci entra a nove anni, secondo ritmi che oggi ci appaiono lunari e allora erano la norma». [18]
Fu ordinato sacerdote il 29 giugno del ”49. [20] Antonella Mariotti: «’Ce lo ricordiamo ancora don Piero, arrivò in Mercedes con l’autista...”. Racconta così un parrocchiano di Bagno di Gavorrano (Grosseto) la prima volta da parroco di don Gelmini. Era la fine degli Anni Cinquanta, don Piero Gelmini era al suo secondo incarico da sacerdote e in Mercedes si presentò nel paese di minatori dove non c’erano ancora chiesa e parrocchia. Rimase pochi anni ”il vescovo lo mandò via. Ci fu anche lo sciopero della messa”». [21]

Dopo dieci anni di oscuro apostolato, Gelmini approdò in Vaticano. Il Giornale: «Segretario del cancelliere di Santa Romana Chiesa, il cardinal Santiago Luis Copello. Potrebbe seguire i gradini di una carriera splendida, ma lo Spirito si diverte a scombinare i piani. Il 13 febbraio 1963 padre Jaguar, come lo chiamano, s’imbatte in un tossico buttato sugli scalini di una chiesa». [18] Ha raccontato: «Mentre attraversavo Piazza Navona, fra la Chiesa di Santa Agnese e la fontana, sui gradini del tempio un ragazzo dai capelli lunghi, sporco, male in arnese, mi abbordò: ”A zì pre’, damme ”na mano”. Stavo per offrirgli un obolo, ma lui bloccò il gesto, dicendo: ”Non voglio soldi, non vedi che sto male”. Se stai male, ti porto all’ospedale. ”Ci sono stato tante volte e guarda come sto”. ”Vuoi venire a casa mia”? Mi sorrise e annuì. Fu l’inizio della mia missione». [22]

Oggi don Pierino è alla testa di un «impero antidroga» [19] che «conta più sui ”soldi dei poveri” che sulle ”promesse dei ricchi”». [9] Garibaldi: «Centosessantaquattro comunità in Italia, 74 all’estero, Thailandia, Croazia, Bolivia, Costa Rica, Israele, Kazakistan... Sarebbero passate da qui in quarant’anni trecentomila persone con problemi di dipendenza. Curati come? Con la ”Cristoterapia”: ”Non farmaci né pasticche, piuttosto interveniamo sull’uomo, facciamo emergere il senso spirituale più profondo della sua esistenza”. All’inizio, isolamento anche dai familiari. Poi, lavoro. Ad Amelia ci sono laboratori artigianali, c’è da curare il giardino, da cucinare, da badare ai 450 animali dello zoo (leoni, serpenti, canguri...)». [19] Giacomo Galeazzi: «Una multinazionale della speranza che nei cinque continenti assiste emarginati e accumula crediti nei palazzi del potere civile ed ecclesiastico, il seggio all’Onu come ong». [23]

I ragazzi di don Pierino, «che di morte se ne intendono», affermano che si può andare all’altro mondo in tre modi: «Da uomini, da topi, da santi. Lui ha scelto la terza strada». Il Giornale: « già successo che l’aureola sia stata preceduta da un corteo sinistro di calunnie inenarrabili. Presto, comunque, capiremo; potrebbe arrivare un film già visto: mezze allusioni, frammenti di verbali, deposizioni di presunti supertestimoni». [18] Davanti a Dio, Gelmini ha già confessato una colpa: «Amare i miei ragazzi più di quanto ami Lui». [11]