Sandra Riccio, La Stampa 4/8/2007, 4 agosto 2007
SANDRA RICCIO
TORINO
E’ come se all’Italia togliessero la pizza. La Svizzera è minacciata quasi nella sua identità, messa in crisi dalla notizia che il coltellino svizzero, simbolo della confederazione elvetica insieme al cioccolato di qualità e agli orologi di precisione, potrebbe presto diventare Made in China. A scatenare la crisi è stato l’esercito nazionale, che avendo bisogno di una nuova dotazione di 65mila coltellini, ha aperto la gara d’appalto a tutte le compagnie del mondo che già li producono, così come stabilito dalle regole dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) per le commesse che superano i 250 mila franchi. E la Cina, che da anni produce milioni di copie pirata dell’originale attrezzo multiuso, sarebbe già in pole position per aggiudicarsi la commessa del valore di 1,7 milioni di franchi svizzeri (circa un milione di euro). Davanti a Taiwan e Bulgaria.
In Svizzera la vicenda ha scatenato accese polemiche, trasformandosi in una delle più scottanti questioni politiche dell’estate. Alois Kessler, avvocato ed ex colonnello svizzero, ha avviato una campagna per rivendicare la nazionalità del celebre coltellino e una raccolta di firme. «Non riesco a immaginare», ha detto, «come i nostri soldati possano utilizzare un coltello Made in China; sarebbe come se mangiassero cioccolata tedesca». Ma non soltanto di orgoglio nazionale si tratta: la vicenda fa tremare anche la Victorinox, la storica azienda elvetica che ha realizzato il primo esemplare nel 1897 e che oggi sforna 25mila pezzi al giorno per un totale di 6 milioni di pezzi l’anno.
La domanda arriva soprattutto dal grande pubblico ma i suoi laboratori di Ibach riforniscono anche gli eserciti di altre 16 nazioni, tra cui figurano anche Canada, Norvegia, Olanda e Stati uniti. E la decisione delle truppe elvetiche di rifornirsi dalla concorrenza a basso costo potrebbe essere presto imitata anche dalle forze armate degli altri Paesi. Mentre l’esercito tenta di restare fuori dal dibattito, spiegando che è impegnato a lavorare sulle nuove caratteristiche tecniche che dovrebbero avere i coltellini, la Victorinox fa sapere di essere fiduciosa sulla possibilità di vincere l’appalto, combinando buona qualità e prezzi competitivi.