Marco Zatterin, La Stampa 4/8/2007, 4 agosto 2007
DAL CORRISPONDENTE A BRUXELLES
Settecento euro per sposare una polacca. Solo se va bene e se la donna non è proprio una dea, perché in tal caso il prezzo sale parecchio. In certi casi può rivelarsi necessario sborsare parecchie migliaia di euro, il che sarebbe magari un conto salato per una storia sentimentale, ma in questo caso rappresenta il compenso per un’opportunità istantanea e ambita: quella di abbandonare il complicato status di extracomunitario e diventare a ogni effetto cittadino europeo con un «sì» davanti all’altare, lasciando la porta aperta ad un amore in cui molti continuano comunque a sperare.
Cambiano i tempi, e la Polonia entrata nell’Unione europea non è più la terra delle esagerate gag di Carlo Verdone che mandava squallidi armati di Bic e collant a conquistare le presunte sprovvedute di Varsavia. Finiti anche i giorni dei matrimoni pagati fra polacche e italiani, inglesi e tedeschi. Oggi, tre anni dopo l’ingresso nel club bruxellese, il fenomeno è ribaltato. Da soggetti pronti a metterci qualcosa di tasca propria, le donne del Paese governato dai gemelli Kaczynski si sono scoperte pronte ad arrotondare per consentire a schiere di sposi improvvisati di ottenere il passaporto con le dodici stelle. Che piaccia o meno non importa. Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano Rzeczpospolita afferma che il numero di polacche residenti all’estero che per soldi accettano di convolare con gli extracomunitari cresce a vista d’occhio. Sono nordafricani, sudamericani, indiani e, fra gli europei, gli albanesi. Questi ultimi paiono essere colpiti da una vera epidemia matrimoniale. «Effettivamente abbiamo notato un forte aumento di unioni fra polacche e albanesi - ha ammesso il console generale a Londra, Janusz Wach -. Non siamo in grado di dire se siano dettate da sentimenti o interesse, ma quando si fa ricorso a bigliettini per ricordare il nome dello sposo si comincia ad avere dei dubbi».
Succede ovunque, fuori dai confini nazionali. In Irlanda vanno molto le unioni fra polacche e pakistani, nigeriani e egiziani, mentre il paradiso dei matrimoni pronta cassa è naturalmente online. «Su internet è facile imbattersi in richieste o offerte di matrimoni a pagamento per ottenere la cittadinanza britannica», nota Elzbieta Ilba del portale polacco GBritain.net.
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