Sergio Romano, Corriere della Sera 4/8/2007 - Lettere, 4 agosto 2007
Caro Romano, da un lato si segnalano le insistenti voci di una revisione del modello a 190mila uomini delle nostre Forze Armate, e, dall’altro, le indiscrezioni circa un possibile ritorno alla leva obbligatoria
Caro Romano, da un lato si segnalano le insistenti voci di una revisione del modello a 190mila uomini delle nostre Forze Armate, e, dall’altro, le indiscrezioni circa un possibile ritorno alla leva obbligatoria. Alla base di entrambe la considerazione che uno strumento militare completamente professionale costerebbe troppo. Occorre però dire che sulla base dell’esperienza maturata e di quanto avviene in tutti gli altri Paesi, la strada da percorrere dovrebbe essere esattamente opposta da quella che si prospetta in Italia. In realtà, se oggi le nostre Forze Armate spendono molti soldi per il personale lo si deve non già al fatto che i militari sono troppi quanto a una pessima gestione del passaggio al sistema volontario e professionale. Resta il fatto che ridurre così drasticamente il numero di militari e tornare alla leva obbligatoria non potrebbe non avere ripercussioni negative sulle capacità operative delle nostre Forze Armate, proprio quando esse sono gravate da così tanti impegni.