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 2007  agosto 04 Sabato calendario

ROMA – Un quinto operatore di telefonia mobile potrebbe affiancare Tim, Vodafone, Wind e H3G. La possibilità di una gara per l’assegnazione delle frequenze di Ipse 2000, il gestore di telefonia mobile che le ottenne senza mai utilizzarle, viene prospettata dall’Autorità per le comunicazioni nel Documento di consultazione sull’utilizzo delle frequenze radiomobili, emanato ieri

ROMA – Un quinto operatore di telefonia mobile potrebbe affiancare Tim, Vodafone, Wind e H3G. La possibilità di una gara per l’assegnazione delle frequenze di Ipse 2000, il gestore di telefonia mobile che le ottenne senza mai utilizzarle, viene prospettata dall’Autorità per le comunicazioni nel Documento di consultazione sull’utilizzo delle frequenze radiomobili, emanato ieri. Nel documento si parla della «possibilità di riassegnazione, dei blocchi di frequenza rientranti nella banda a 2,1 GHz nella disponibilità dell’amministrazione ». Secondo l’Agcom si potrebbe prevedere «la messa a disposizione di tre blocchi da 2x5 MHz in spettro accoppiato e l’avvio di una procedura di selezione in cui due dei tre blocchi sarebbero riservati prioritariamente, mediante procedura competitiva, ad un operatore nuovo entrante. Il terzo blocco a 2.1 GHz sarebbe contendibile anche dagli operatori radiomobili esistenti». Intanto ieri l’Autorità Antitrust ha multato Telecom (20 milioni) e Wind (2 milioni) per due distinti abusi di posizione dominante nei rispettivi mercati all’ingrosso dei servizi di terminazione sulle proprie reti. In pratica le due aziende hanno realizzato pratiche discriminatorie nei confronti dei loro concorrenti, applicando alle proprie divisioni commerciali condizioni tecniche e/o economiche per la terminazione delle chiamate fisso-mobile sulle proprie reti più favorevoli rispetto a quelle offerte agli altri operatori. Telecom e Wind dovranno immediatamente porre termine alle condotte accertate comunicando entro 90 giorni all’Autorità le misure adottate per la cessazione dell’infrazione. LUIGI GRASSIA LA STAMPA 4/8/2007 LUIGI GRASSIA TORINO L’Authority delle telecomunicazioni propone di lanciare un quinto operatore di telefonia cellulare (dopo Tim, Vodafone, Wind e 3) utilizzando le frequenze che la scomparsa compagnia Ipse2000 aveva ottenuto ma non ha mai utilizzato. Un documento reso pubblico ieri propugna «la riassegnazione, anche a un eventuale nuovo entrante, dei blocchi di frequenza nella banda a 2,1 GHz che sono tornati nella disponibilità» del ministero delle Comunicazioni. La gara potrebbe avvenire già nel 2008. L’idea di base sarebbe dividere la banda a disposizione in tre pacchetti, riservandone due all’operatore mobile nuovo entrante e uno ai quattro già sul mercato (mettendolo all’asta fra loro). La quinta compagnia dei cellulari dovrebbe garantire una copertura analoga a quella stabilita per l’ultima asta Umts, e anche la durata della licenza dovrebbe essere la stessa. All’eventuale nuovo operatore cellulare verrebbero concessi alcuni vantaggi in modo che possa competere con i giganti Tim, Vodafone, Wind e 3 già presenti sul mercato (che altrimenti lo schiaccerebbero con facilità): fra l’altro, potrebbe avvalersi del «roaming» su tutta la gamma di frequenze Gsm dei concorrenti per 5 anni senza pagare nulla. Questa proposta è solo parte di un più generale programma di riassegnazione delle frequenze, su cui l’Authority ha avviato una consultazione nazionale. In gioco ci sono anche 10 MHz sulla banda 900, liberati dal vecchio sistema analogico Tacs, che devono essere riassegnati ed eventualmente utilizzati per i servizi di nuova generazione su banda larga mobile. Ieri l’Antitrust ha inflitto una multa di 20 milioni di euro a Telecom e di 2 a Wind per abuso di posizione dominante. Il Garante dice che «le due aziende hanno realizzato pratiche discriminatorie nei confronti dei loro concorrenti, applicando alle proprie divisioni commerciali condizioni tecniche e/o economiche per la terminazione delle chiamate fisso-mobile sulle proprie reti più favorevoli rispetto a quelle offerte agli altri operatori». In attesa del quinto operatore «fisico» si allunga la lista di quelli «virtuali»: la Conad ha firmato con Vodafone un accordo che le consentirà di offrire servizi di telefonia cellulare a partire dal gennaio 2008. Conad si presenterà col suo marchio e gestirà in proprio tutte le attività in quanto operatore telefonico ma utilizzando (a pagamento) le infrastrutture di Vodafone. Il gruppo offrirà il nuovo servizio in oltre 1.300 punti vendita dalle diverse insegne: i supermercati Conad, gli ipermercati E.Leclerc e i negozi Margherita, oltre che presso i Bancomat e online nel sito Conad. Una notizia curiosa che interesserà molti utenti: l’Autorità per le Tlc ha imposto che ci siano bollette distinte per il pagamento dei «servizi telefonici a sovrapprezzo», come ad esempio quelli dei maghi, gli oroscopi, le notizie eccetera, e in più un’altra serie di garanzie per gli utenti, come una procedura di disattivazione rapida su richiesta, un avviso telefonico gratuito in caso di traffico anomalo, un «lucchetto» anti-intrusione per la navigazione su Internet, e pagamenti a rate in caso di fatturazione tardiva. Le compagnie si devono adeguare entro 120 giorni.