Varie, 3 agosto 2007
ROMITA Attilio
ROMITA Attilio Bari 1 agosto 1953. Giornalista. Del Tg1. Laurea in Giurisprudenza, durante gli studi universitari ha cominciato l’attività giornalistica, prima in una radio privata, Bari Radiouno, poi in una televisione privata, Telebari. Nel 1979 ha ottenuto il contratto di praticante professionista nella cooperativa giornalistica Olimpico, editrice del quotidiano Puglia. All’inizio giornalista sportivo, è poi passato alla politica interna quando è entrato nella redazione della sede Rai di Bari. Nel 1990 è stato trasferito a Roma al Gr1 all’epoca diretto da Luca Giurato e poi da Livo Zanetti. Trasferitosi al Tg2, nel 1995 è diventato conduttore incominciando dall’edizione della notte fino a quella delle 20.30. Nel 2003 è passato al Tg1 • «[...] molti anni fa cronista sportivo poi convertito alla politica, di Romita in Rai raccontano delle baruffe con la collega Susanna Petruni [...] considerata una berlusconiana di ferro, ai tempi del precedente governo Berlusconi (2001-2006), per seguire il premier. La spuntò la Petruni, ma Romita è diventato una faccia notissima al grande pubblico: prima è stato conduttore del Tg2 e poi del Tg1, l’edizione delle 20 dopo l’abbandono della Gruber per occupare un seggio a Bruxelles [...]» (Francesca Schianchi, “La Stampa” 21/1/2010) • «[...] Credibilità significa non recitare pappagallescamente ciò che leggi, mantenersi informati su tutte le materie che vengono trattate in un Tg. Ma anche il look giusto, certo. Sto per dire una cosa che magari mi si ritorcerà contro: alla mia immagine dedico un certo impegno, mi piace trascorrere un pomeriggio dal sarto e scegliere personalmente i tessuti delle giacche, oppure farmi fare le cravatte dalla cravattaia. È un gioco che trovo divertente e sono certo che potrei dare consigli di buon gusto a molti [...] un Giuliano Ferrara resta credibile ed è un ottimo giornalista anche se schierato. Lui non prende in giro nessuno. Mentre un Santoro finge di essere obiettivo, di dare al pubblico la verità assoluta e invece ha un punto di vista particolare [...] non sono certo un bello canonico, diciamo che me la gioco: ho seguito l’esempio di un amico che aveva un sacco di donne pur essendo uno scorfano. Lui sosteneva che riusciva a convincerle di essere bello! [...]» (Giovanna Fumarola, “TvSette” n. 48/2001).