Varie, 3 agosto 2007
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PATO (Alexandre Rodrigues da Silva) Pato Brano (Brasile) 2 settembre 1989. Calciatore. Dal 2007/2008 al Milan, ha vinto lo scudetto 2010/2011
PATO (Alexandre Rodrigues da Silva) Pato Brano (Brasile) 2 settembre 1989. Calciatore. Dal 2007/2008 al Milan, ha vinto lo scudetto 2010/2011. Prima giocava nell’Internacional Porto Alegre (con cui ha vinto nel 2006 il campionato mondiale per club) • «[...] l’anatra — si chiama così in omaggio al suo paese natale, Pato Branco [...] ha debuttato nel campionato brasiliano, contro il Palmeiras, segnando dopo 94 secondi e innescando le altre tre reti dei compagni [...]» (Paolo Condò, “La Gazzetta dello Sport” 13/12/2007) • «Il talento e la velocità di Ronaldo, il fiuto del gol di Romario, l’educazione di Kakà [...] ha una famiglia benestante alle spalle, papà Geraldo è ingegnere, mamma Roseli è all’università di psicologia [...] “ Ho fatto gol all’esordio in campionato (novembre 2006, n.d.r.), l’ho fatto nella prima partita a Mondiale per club, ai Mondiali under 20 e anche al primo contatto con la Libertadores” [...]» (Alessio Da Ronch, “La Gazzetta dello Sport” 26/3/2007) • «[...] Nello stato del Paranà, dove è nato [...] si parlava di lui da quando aveva sette anni, e faceva meraviglie sui campi da calcetto. Nel 2001, a 12 anni, approda all’Internacional, dove viene piazzato in collegio, con altri 83 ragazzini. Il padre Geraldo, ingegnere, ogni due mesi si fa un viaggio da 500 km per non farlo sentir solo. Nel club si accorgono presto di avere per le mani qualcosa di speciale, ma sanno anche che è meglio non fargli troppa pubblicità. Finché Pato non firma un contratto da professionista, e bisogna aspettare l’età giusta, chiunque può portarlo via, specie dall’Europa. Così Alexandre si allena quasi in segreto e ai compagni di squadra e viene proibito di parlare di lui nelle interviste. A 17 anni arriva la firma, con metà cartellino in mano al padre e una clausola di rescissione da 20 milioni di euro. Pato può giocare, e vincere: all’Intercontinentale aggiungerà presto il Sudamericano Under 20 col Brasile. [...] L’infanzia non è difficile, anche se a undici anni Pato si prende un bello spavento: scopre di avere un tumore osseo alla spalla. Bisogna operare, lo fa gratis Paulo Roberto Mussi, medico che Alexandre ciclicamente ringrazia e a cui deve, praticamente, la carriera. [...] Appena il segreto bene custodito di questo ragazzo di Pato Branco può essere rivelato, sono in molti a restare incantati. Prima di tutto colpisce la tecnica: il ragazzo fa tutti quei giochini che ti aspetti dai brasiliani. Pedalada alla Robinho o Mancini, cucchiaio (non solo come tiro, ma anche come passaggio), dribbling nello stretto e in corsa, pallonetti: fa vedere tutto, aggiungendoci in mondovisione un ripetuto controllo di spalla in corsa che è una evoluzione del numero della foca di Nappi (va da sé che Pato non lo ha mai sentito nominare). Ma i giochini, per gli scout, contano poco: gli esperti si fanno incantare piuttosto dal tremendo fiuto del gol. Alexandre è letale sottoporta come Romario, non cerca mai un dribbling in più ma spara, prevalentemente col destro, raffinato. Lo scatto nel breve è importante, il fisico non è gracile ma nemmeno dirompente. Ci si potrà lavorare. [...]» (Valerio Clari, “La Gazzetta dello Sport” 2/7/2007).