Il Sole 24 Ore 30/07/2007, pag.3 Enrico Netti, 30 luglio 2007
Anche la corrida tra i lavori usuranti. Il Sole 24 Ore 30 luglio 2007. Quale attività si può definire usurante? Nel nostro Paese presto si arriverà a stilare l’elenco con le mansioni «particolarmente usuranti», ma nel resto d’Europa questo delicato tema è stato affrontato già nel passato, seppure con modalità non certo armonizzate
Anche la corrida tra i lavori usuranti. Il Sole 24 Ore 30 luglio 2007. Quale attività si può definire usurante? Nel nostro Paese presto si arriverà a stilare l’elenco con le mansioni «particolarmente usuranti», ma nel resto d’Europa questo delicato tema è stato affrontato già nel passato, seppure con modalità non certo armonizzate. Ad esempio in Spagna è considerata usurante l’attività dei toreri mentre la Grecia è il paese con miglior livello di tutela. Stabilire quale tipologia di stress, sia fisico che mentale e psicologico, provocano e quanto tutto ciò influisca sulla qualità e la speranza di vita del lavoratore non è certo un’operazione semplice. E neppure così condivisa a livello mondiale. Basti dire che per l’Ocse l’accettazione del concetto di lavoro usurante di fatto disincentiva l’adozione di quella somma di accorgimenti (sia tecnici che pratici) che possono rendere più sicuro l’ambiente di lavoro. In altre parole, secondo l’Organizzazione, in un mondo del lavoro "ideale" non dovrebbero esistere attività e professioni usuranti. Tuttavia, gli sforzi di tecnici ed esperti puntano ad individuare in maniera il più oggettiva possibile le attività usuranti, tenendo anche conto dell’impatto dei fattori psichici e delle limitazioni fisiche che pregiudicano la qualità della vita del lavoratore che entra nella terza età. Su questo tema s’innesta l’analisi del Dipartimento di scienze economiche dell’Università di Ca’ Foscari di Venezia che ha realizzato «Il lavoro usurante nel sistema previdenziale italiano: spunti per una proposta di individuazione su base empirica». Un contributo basato su dati descrittivi come le posizioni di organizzazioni internazionali nonché l’esperienza maturata in Europa. Ad esempio l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) nel 1989 precisò che «se l’età pensionabile normale prevista in uno Stato è di 65 o più anni essa dovrebbe essere ridotta sotto prestabilite condizioni, per i lavoratori che sono stati impiegati in mansioni che la legislazione dello Stato identifica come usuranti». Più recentemente il legislatore europeo è sembrato orientato a promuovere interventi volti a favorire il progressive retirement, l’uscita graduale dal mondo del lavoro. Ma come si sono mossi i Paesi europei? La Francia può essere considerata la nazione che ha fatto da battistrada: nel 1975 furono varati i primi provvedimenti per il pensionamento a 60 anni, contro i 65, per chi ha lavorato in maniera "usurante" per almeno 15 anni continuativi. Da allora il sistema previdenziale d’Oltralpe è stato più volte modificato, in seguito ad accordi specifici per il personale impegnato in determinati settori. Con la più recente riforma Fillon si è intervenuti per ridurre drasticamente il ricorso al pensionamento, sfoltendo le categorie interessate. Gli esperti hanno registrato un generale miglioramento delle condizioni di lavoro in Francia ma anche una certa diffusione di situazioni ad alto livello di logoramento che modificano in modo sostanziale la qualità della vita. Nell’area del Mediterraneo si potrebbe considerare la Grecia il paese con il migliore livello di tutela. Qui il sistema previdenziale fissa a 60 anni, contro i normali 65, il pensionamento e il trattamento previdenziale integrale per coloro che, per lunghi periodi di tempo, sono stati impegnati in professioni usuranti e pericolose per la salute. Ma l’Ocse, nell’ultimo rapporto, si dice scettica sulla sostenibilità di questo sistema estendibile a un’ampia quota di occupati a causa dell’elevato numero di professioni includibili. Usurante in Spagna è anche la professione di torero, al pari di chi lavora nei trasporti. Nella penisola iberica è così possibile anticipare l’età della pensione senza riduzione delle prestazioni in ragione della maggiore pericolosità o insalubrità del lavoro. Favorevole ai lavoratori la legge portoghese: qui chi ha svolto mansioni usuranti può ritirarsi a 55 anni ma negli ultimi anni il sistema è crollato sotto il peso delle prestazioni erogate. Non ci sono agevolazioni in Germania: per avere benefici previdenziali è però sufficiente essere incapaci di svolgere correttamente il lavoro per ragioni di salute. Infine la Svezia, paese da sempre faro del welfare: la riforma del 1994 ha abolito la normativa sul pensionamento anticipato per alcune categorie professionali (forze armate, minatori, trasporti) lasciando però intatta la facoltà di siglare accordi di pensionamento su base individuale. Enrico Netti