Maurizio Molinari, La Stampa 1/8/2007, 1 agosto 2007
Nelle forze armate degli Stati Uniti il 7 per cento degli effettivi non sono cittadini americani. Almeno 30 mila stranieri vestono la divisa a stelle e strisce, un terzo di loro è ispanico e nel complesso vengono da oltre 100 nazioni
Nelle forze armate degli Stati Uniti il 7 per cento degli effettivi non sono cittadini americani. Almeno 30 mila stranieri vestono la divisa a stelle e strisce, un terzo di loro è ispanico e nel complesso vengono da oltre 100 nazioni. Per sopperire alle carenze di organico, nel 2002 l’amministrazione Bush ha approvato nuovi regolamenti: ogni immigrato che entra nell’Us Army può immediatamente presentare domanda per ottenere la cittadinanza senza aspettare cinque anni per fare le pratiche, come avviene per i civili, risparmiando centinaia di dollari. Inoltre, se un soldato straniero divenuto americano muore in servizio i suoi parenti, anche se si tratta immigrati clandestini, possono presentare la richiesta per la cittadinanza. Ma visto che i buchi nell’organico sono consistenti, c’è chi propone di arruolare anche i clandestini e aprire centri di reclutamento all’estero per formare una ”Legione della libertà” modellata sulla legione straniera francese.