Roberto D’Agostino, Dagospia 1/8/2007, 1 agosto 2007
Ha dormito nudo, letteralmente nudo dentro il bungalow delle Maldive dove insieme alla moglie Flavia Prisco è andato a caricare le batterie in vista della battaglia di ottobre
Ha dormito nudo, letteralmente nudo dentro il bungalow delle Maldive dove insieme alla moglie Flavia Prisco è andato a caricare le batterie in vista della battaglia di ottobre. A causa di un pasticcio all’aeroporto di Fiumicino, WalterEgo Veltroni ha perso le valigie che - scrive "La Repubblica" - salvo sorprese dovrebbero arrivargli oggi alle 11,40 all’aeroporto di Malè, la piccola capitale delle isole. Il piccolo incidente non ha turbato il Sindaco d’Italia e mentre la moglie cercava di recuperare il tanga e le camicie di lino comprate da Ralph Lauren, il supercandidato al Partito Democratico ha seguito al telefonino l’eliminazione dalle candidature di Tonino Di Pietro e Marco Pannella. Non è stata un’operazione molto "libertaria", ma WalterEgo è contento perchè i due "disturbatori" avrebbero potuto aizzare una canea di parole e confondere le idee al popolo delle primarie. (Tonino Di Pietro - Foto U.Pizzi) Lo faranno lo stesso, ma c’è un altro problema che in queste ore il Sindaco sta seguendo con estrema attenzione e riguarda la sorte del quotidiano "L’Unità", il giornale di Gramsci che con la nascita del Partito Democratico è destinato a finire in altre mani. Quali siano queste mani Dagospia ha cercato di capirlo e lunedì ha fatto il nome di Pierluigi Toti, il vispo costruttore romano proprietario del gruppo Lamaro, che è pronto a mettere sul piatto i soldi per acquistare la testata. La notizia (non smentita) è apparsa così succulenta che anche l’agenzia internazionale "Reuters" l’ha rilanciata alla grande. A riprenderla correttamente è stato il "Sole 24 Ore" che, a differenza degli altri giornali, ha avuto il buon gusto di citare quel sito disgraziato di Dagospia che mille ne dice e cento ne azzecca. Adesso si aggiunge un’altra notizia: il Principe Azzurro, palazzinaro romano dai capelli brizzolati, non sarà solo. Il nuovo nome accanto a quello del padrone dell’impresa Lamaro, è Emilia Bossi Moratti, detta Milly, la signora 60enne moglie del petroliere Massimo che considera il pallone e l’Inter le ragioni della sua vita. (Milly Moratti - Foto Lapresse) La Milly è un personaggio ben conosciuto non soltanto allo stabilimento Piero di Forte dei Marmi dove già si trova in questo momento, ma nel mondo della politica milanese dove fin da studentessa del liceo Parini, ha fatto battaglie di sinistra. E’ lei la Principessa Rossa radical-chic e nerazzurra che dovrebbe buttare il cuore nella lista di WalterEgo e tirar fuori i quattrini per l’"Unità". A spingerla in questa direzione non è soltanto un ingenuo trasporto femminile per il "sogno" veltroniano, ma è anche una certa voglia di rivincita nei confronti degli smacchi politici subiti quando ha tentato di candidarsi a Sindaco di Milano (nel 2001) e quando ha tirato la volata al Prefetto Ferrante. Quest’ultimo nel 2006 è stato sconfitto da Letizia Moratti di Rivombrosa, l’algida signora dal collo lungo che nel ’73 ha sposato Gian Marco Moratti, fratello di Massimo. Con la sindachessa di Palazzo Marino i rapporti di Milly sono pessimi e stamane ha avuto un soprassalto quando ha letto che il quotidiano "Haaretz" di Tel Aviv paragona Letizia di Rivombrosa addirittura a Margaret Thatcher e Angela Merkel. Le dichiarazioni dei redditi di Milly sono così miserabili da far pensare che non abbia le risorse per rilevare il quotidiano dei Ds. Mentre la cognata Letizia dichiara 183mila euro, Milly la rossa ne denuncia 23mila, una cifra da precario di call center che non lascia spazio ad avventure finanziarie. Ma questo è un dettaglio infimo perchè questa signora, madre di cinque figli, è sposata con il patron dell’Inter, cioè con quell’uomo che spalanca il portafoglio e i dentoni enormi quando siede sulla tribuna di San Siro insieme a Marco Tronchetti Provera. (Massimo Moratti accanto a Marco Tronchetti Provera - Foto Lapresse) La dinastia dei Moratti ha iniziato le sue fortune con il padre Angelo, che partendo da una condizione di povertà è riuscito a creare l’impero della Saras, la più grande società di raffinazione del petrolio. Fu lui a mettere nel sangue dei figli la voglia dell’Inter, la squadra che senza favori e scandali riuscì a conquistare tre scudetti, due coppe dei campioni e due coppe intercontinentali. Il Cavaliere del Lavoro Angelo Moratti non aveva un debole per l’editoria e quando nel 1972 gli fu chiesto dall’Eni di Enrico Mattei di rilevare il quotidiano "Il Globo" lo fece senza entusiasmo. Pochi anni dopo cercò di disfarsene mettendo in piedi una cordata che prevedeva l’intervento dell’editore Giovanni Fabbri. Poi il quotidiano chiuse i battenti con gran dolore di Antonio Ghirelli e Mario Pirani, i due giornalisti che dirigevano la baracca. Da quel momento in casa del figlio Massimo sono entrati soprattutto i giornali sportivi, ma Milly la rossa che dal 1999 è presidente della Fondazione Emergency di Gino Strada, ha il cuore che batte a sinistra e non è indifferente al destino del giornale di Gramsci. Da qui le voci che la vogliono pronta a rilevare la quota di Mariolina Marcucci (uno degli azionisti della Nie, l’attuale società che controlla il giornale dei Ds). Quando nella splendida casa di via Bigli il marito Massimo riceve i suoi ospiti è solito parlare del pallone e pronunciare questa frase: "la ricchezza serve a comprare una passione". Lui è arrivato a comprare fino a 13 terzini e 7 centravanti. Alla moglie Milly basta un pezzo dell’"Unità". WalterEgo Veltroni ringrazia. Il re non è nudo. (WalterEgo con i fratelli Toti - Foto U.Pizzi) PS - La saga dell’Unità continua: chi è il terzo personaggio che affiancherà Toti e Moratti per l’acquisto del quotidiano del futuro Pidì? Dagospia 01 Agosto 2007