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 2007  luglio 31 Martedì calendario

Salvate il bambino Jan Silva forzato del tennis a cinque anni. La Repubblica 31 luglio 2007. Mentre a Parigi sugli Champs lysées si celebrava l´ultimo rito del Tour malato, poco lontano, su un campo da tennis appena fuori la capitale, si celebrava un altro rito, che non riguardava il doping farmacologico ma il doping mentale ed educativo

Salvate il bambino Jan Silva forzato del tennis a cinque anni. La Repubblica 31 luglio 2007. Mentre a Parigi sugli Champs lysées si celebrava l´ultimo rito del Tour malato, poco lontano, su un campo da tennis appena fuori la capitale, si celebrava un altro rito, che non riguardava il doping farmacologico ma il doping mentale ed educativo. Sulla terra rossa della Mouratoglou Tennis Academy c´è un ragazzo che si allena al servizio, palla alta sulla testa e poi il colpo di racchetta. Ragazzo? Un eufemismo, la racchetta è alta quanto lui. Jan Silva ha 5 anni. E´ lui l´ultimo prodotto di quella degenerazione che spinge i genitori a sognare un futuro da campioni (nella circostanza da Agassi o Sampras) ai propri figli. «Se va bene vincerà un sacco di volte a Wimbledon o a Flushing Meadow o al Roland Garros Se va male vincerà poche volte a Wimbledon» dice il padre Scott, raccontando la storia a Usa Today, un personaggio al quale andrebbe probabilmente tolta subito la patria potestà. Quanti genitori vedono nel figlio un Totti o un Becker o un Michael Jordan? Milioni. Quanti di questi bambini lo diventano? Uno su 100 milioni. Jan Silva non è francese ma americano della California del Nord. E´ stato portato (forse meglio dire deportato) in Francia dalle ambizioni del padre e della madre, istruttrice di tennis, e dalla spregiudicatezza del signor Mouratoglou, titolare dell´accademia di tennis, che paga il soggiorno della famiglia Silva in Francia, approssimativamente un centinaio di migliaia di euro all´anno per i prossimi dieci anni, fino a quando si capirà se Jan diventerà il nuovo Agassi. In quest´avventura, sradicati dalla loro casa americana (che è stata venduta dai Silva per partecipare all´’investimento´) ci sono anche altri due fratellini, Kadyn di 10 anni e Jasmine di 3, sacrificati sull´altare della wimbeldonite acuta. Alla stessa età di Jan i bambini di Rignano Flaminio faticano a raccontare quello che è loro accaduto. Jan è già immerso in un mondo di soldi e competizione, per inseguire il sogno di papà e mamma di ritrovarsi sulle tribune di Parigi come è accaduto al papà delle Williams. Il buon senso suggerisce che di nessun bambino così piccolo si possa predire cosa sarà il suo corpo da qui a dieci anni e che per ora quest´avventura è solo il delirio di due genitori, mimetizzato dietro l´alibi che Jan ha sempre giocato con la racchetta sin da piccolo. «Ha talento. Ha carisma. Vuole sempre vincere» assicura anche il signor Mouratoglu, nella parte di Mangiafuoco. Un altro personaggio che fa apparire Vinokourov e Rasmussen come due innocui venditori di elisir. CORRADO SANNUCCI