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 2007  agosto 01 Mercoledì calendario

PROFESSOR M.

I peccati, e non il peccatore. Storia breve e protetta dall’anonimato del professor M. Occorre prima riportare la laconica dichiarazione dell’interessato, molto compreso nel suo ruolo: ”Un pubblico ufficiale come me ha il dovere di non intrattenere rapporti con la stampa”. Clic. Il professor M. e le sue pratiche non sono rappresentativi dei docenti italiani. Fosse così, avremmo già chiuso baracca e burattini. La sua storia è importante di riflesso, offre la misura di come l’Amministrazione sia inerte ed inerme davanti a un caso di menefreghismo così smaccato da avere aspetti comici. Anche se gli studenti che si sono imbattuti in questo docente avrebbero da ridire sull’aggettivo ”comico”. [...] Passato indenne attraverso due indagini interne che prendevano atto del suo assenteismo e della scarsa voglia di insegnare, è stato trasferito ad altro istituto, dove attualmente esercita, o dovrebbe. I suoi vecchi alunni, che lui ha lasciato nel febbraio 2007 [...] hanno sostenuto la maturità, con esiti paragonabili a Caporetto. Pare di capire che ci saranno altri studenti caduti sul fronte del professor M. All’inizio di giugno, la sua nuova scuola ha chiesto con urgenza l’invio di un ispettore. L’arrivo del docente non è stato indolore. Il trasferimento era stato deciso al termine dell’anno scolastico 2005/2006. Ma un professore di ruolo non può essere scambiato con un suo simile. Per fargli spazio, viene rimosso un supplente con contratto annuale. Uno bravo, scrupoloso. I suoi studenti inscenano una manifestazione di protesta sotto le finestre dell’Ufficio scolastico provinciale. Non si cambia ad anno iniziato, è il loro ragionamento. Con grande abnegazione, il professor M. esordisce il 19 febbraio con una settimana consecutiva di lavoro, durante la quale fa domanda al preside per ottenere l’autorizzazione a svolgere una seconda attività. Visti i precedenti, permesso negato. Il professor M. comincia a non farsi più vedere. Il primo certificato di malattia è del 26 febbraio. Ne fioccano altri, tutti con la curiosa caratteristica di essere stilati in una località distante 1.110 chilometri da Milano, suo luogo di residenza. I periodi di malattia cominciano sempre di lunedì, come se vi fosse la volontà di non rientrare a scuola dopo il weekend. Quando c’è, è peggio. Ai suoi studenti di quarta dice chiaramente che per lui la scuola è un passatempo, nella vita ha un altro lavoro. All’ennesimo certificato di malattia, fine aprile 2007, il preside nomina un supplente, nonostante la situazione economica non florida della scuola, per accontentare gli studenti e i loro genitori inferociti. Il quale, va detto, ha una sua coerenza. Avendo capito dalle precedenti esperienze che nulla gli può capitare, applica alla nuova scuola i comportamenti tenuti in quella vecchia. La prima indagine alla quale venne sottoposto, maggio 2005, era stata chiamata a gran voce proprio da quegli studenti che [...] sono stati infilzati alla maturità. L’ispettore scoprì che il professor M. era già stato segnalato nel 1996 dal preside di allora dopo i risultati disastrosi ottenuti dai suoi alunni all’esame finale. Tre anni dopo era stata proposta una ispezione sul suo conto, mai avvenuta. Entrando nel merito, l’ispettore rileva ”il numero elevatissimo di assenze e la loro collocazione strategica soprattutto in determinati periodi dell’anno scolastico e le gravi difficoltà e carenze di apprendimento lamentate dagli studenti”. Nel 2002-2003 le assenze sono state pari al 72 per cento del suo orario di servizio; nel 2003-2004 si scende al 61%. Il sospetto di tutti è che il suo secondo lavoro si svolga tra Milano e la sua terra di origine, alquanto lontana. L’ispettore parla con gli alunni. ”Quando non ha voglia di fare lezione si mette a parlare di cucina o dei suoi viaggi”. ”Quasi sempre dice che è stanco, e quindi si mette a leggere il giornale pretendendo silenzio”. Gli studenti si dichiarano scoraggiati. Per l’atteggiamento dell’insegnante, che al ritorno dai suoi periodi di malattia gli rifila una media di 70-90 pagine al giorno da studiare con relativi esercizi, senza averle prima spiegate in classe. Assegna 30 problemi (la sua è una materia scientifica) alla volta e il giorno dopo, prima di aprire il giornale, fornisce solo i risultati senza motivarne logica e passaggi. Poi, ogni tanto, li interroga in massa e li bastona. Nel colloquio con l’ispettore non ritiene di dover fare di più, sostenendo che la colpa è dello scarso materiale umano che compone le classi in questione. Va notato che i suoi alunni avevano ottimi voti in ogni materia tranne una, la sua. Al termine dell’indagine, l’ispettore proponeva di assegnare il prof M. ”ad incarico diverso da quello dell’insegnamento, che lo veda impegnato (sempre che di impegno egli sia capace) in attività che non comportino l’assunzione delle responsabilità connesse con l’esercizio della funzione docente, da lui del tutto negletta”. I pareri degli ispettori però non sono vincolanti. Se l’interessato fa ricorso, e lo fa quasi sempre, si riparte da capo. Nel 2005 la pratica finì a Roma, alla Sezione disciplinare del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, organo anche di tutela sindacale e quindi per sua natura portato a sopire. Per il professor M. si decise di non decidere. Venne mandato un altro ispettore, che salomonicamente suggerì il trasferimento per incompatibilità ambientale. I nuovi studenti del professor M. ringraziano, commossi e preoccupati» (Marco Imarisio, ”Corriere della Sera” 17/7/2007) • « campione mondiale di assenteismo. Ha una vastissima cultura su come non lavorare in un ente pubblico, sa come dribblare o sfruttare le norme sulla tutela dei lavoratori a seconda delle necessità e delle occasioni. Degli insegnanti conosce vizi e virtù, per aver praticato più i primi che le seconde. Sarà per una sorta di fatale contrappasso, sarà perché proprio non sapevano che farsene di uno che ha collezionato oltre il 70 per cento di assenze oppure, più probabilmente, volevano evitare che altri studenti pagassero per la sua assenza, sta di fatto che l’ultimo capitolo della storia ”lavorativa” del professor M. assume i caratteri del grottesco. Dopo due trasferimenti per ”incompatibilità ambientale” e con due pm di Milano a indagare (la Procura della Repubblica sul piano penale, quella della Corte dei conti sul contabile) [...] la direzione didattica lombarda ha deciso di toglierlo dalle aule per assegnarlo a un incarico amministrativo. Dove? Lì dove si dovrebbero controllare e gestire i lavoratori per impiegarli nel modo più razionale e produttivo. All’ufficio ”Organizzazione e gestione delle risorse umane”. Incredibile, ma vero. Riassunto delle puntate precedenti. Docente di materie scientifiche in un istituto superiore milanese, il professor M. riesce a raggiungere in un anno (è quello 2002 - 2003) anche il 72 per cento di assenze. Quasi sempre per una malattia che fatalmente inizia di lunedì, dopo un weekend trascorso nel paese natale, in Sicilia. Lamentele degli studenti, proteste delle famiglie, incontri con il preside. Finalmente partono le indagini ministeriali e le ispezioni sul comportamento del docente. La prima segnala ”il numero elevatissimo di assenze e la loro collocazione strategica soprattutto in determinati periodi dell’anno scolastico e le gravi difficoltà e carenze di apprendimento lamentate dagli studenti”. A febbraio M. viene trasferito in altro istituto superiore. Le cose non cambiano. Dopo ben una settimana consecutiva di lavoro, M. torna alle solite abitudini. E a presentare una pioggia di certificati di malattia. All’ultima maturità i vecchi alunni, quelli lasciati a febbraio 2007, sono bocciati in massa. Condotte ”contrarie e sprezzanti dei doveri” dicono all’ufficio scolastico al quale non rimane, dopo gli scarsi risultati delle precedenti, che avviare una terza indagine ispettiva e una terza azione disciplinare per contestare al professore le ultime assenze dal servizio ”ripetute e ingiustificate” e il ripetersi di comportamenti dello stesso tipo. Il professor M. tenta perfino di giustificarsi, ma stavolta le sue parole non bastano. Gli esiti delle ispezioni e la difesa, ritenuta insufficiente nell’Ufficio scolastico regionale, vengono quindi spediti a Roma al Consiglio nazionale della Pubblica istruzione. Stavolta, però, con acclusa una ”proposta di destituzione”. Una novità assoluta. vero che si tratta ancora solo di una proposta, com’è vero che è necessario un lungo iter per arrivare fino alla fine del procedimento disciplinare e che a memoria d’uomo non si ricorda un dipendente della amministrazione statale licenziato per assenteismo. Contemporaneamente, una visita medica collegiale esaminerà il ”paziente” per stabilire se la gravità della malattia che lo costringe a tante assenze non lo abbia reso inidoneo al servizio. Parte anche una segnalazione alla Procura della Repubblica che viene sviluppata in un fascicolo aperto dal pm Grazia Colacicco. La Procura presso la Corte dei Conti della Lombardia, invece, ha già concluso la prima parte del suo lavoro. Con un ”invito a dedurre”, l’equivalente dell’informazione di garanzia penale, i pm contabili hanno già contestato al professor M. di aver causato con le sue assenze un danno erariale di circa 150.000 euro. Stavolta, insomma, pare che l’ufficio scolastico faccia sul serio. O almeno ci provi. Dalle sue stanze precisano che il nuovo incarico è stato ”affidato” al ”docente” solo ”temporaneamente” in attesa ”dei pronunciamenti” vari. [...]» (Giuseppe Guastella, ”Corriere della Sera” 1/8/2007).