La Stampa 31/07/2007, pag.54 ALESSANDRO MONDO, 31 luglio 2007
Il lupo dimezzato. La Stampa 31 Luglio 2007. E’ come se gli americani mettessero alla gogna Rin-tin-tin e i tedeschi degradassero il commissario Rex
Il lupo dimezzato. La Stampa 31 Luglio 2007. E’ come se gli americani mettessero alla gogna Rin-tin-tin e i tedeschi degradassero il commissario Rex. Non capita tutti i giorni di sparare su un mito. Se poi il mito è il «Lupo Italiano», protagonista dell’avventura cominciata nel ”66 dall’incrocio fra un Pastore Tedesco e una lupa selvatica, con le fortune e i riconoscimenti del caso, è inevitabile che la notizia susciti clamore. Ne sono consapevoli anche il Gruppo Ecologisti della Regione e la Lav, convinti delle ragioni che li portano a mortificare una vera star. Il compito di premere il grilletto è toccato al consigliere Enrico Moriconi il quale, senza nulla togliere alle qualità del gallonato eroe a quattro zampe, ha presentato i risultati di una «ricerca scientifica indipendente» affidata alla Camera di commercio di Torino. Il test del Dna, basato sul raffronto fra i campioni di sangue prelevati da tre «Lupi Italiani» con quelli appartenenti a lupi selvatici e a rappresentanti di svariate razze canine, dimostrerebbe che i «Cani Lupo Italiani» in circolazione sono la pallida fotocopia di «Zorro», il cucciolo nato dal lontano corteggiamento del ”66. I ripetuti incroci fra consanguinei, negli anni, avrebbero diluito il patrimonio genetico del predatore rendendo il «Lupo Italiano» sempre più cane e sempre meno lupo. Un cane eccezionale, ma pur sempre un cane. Questa, in sintesi, la posizione degli Ecologisti e della Lav. Che ormai non vedono motivi perchè Stato e Regione finanzino l’ETLI, l’Ente Tutela del Lupo Italiano eletto da Mario Messi, fondatore e presidente, a scommessa di una vita. La ricerca, ha esordito Moriconi, «ha evidenziato come la distanza genetica tra la razza ”Cane Lupo Italiano” e la popolazione di Lupo selvatico sia del tutto analoga a quella tra il Lupo selvatico e qualsiasi altra razza di cane domestico, permettendo di sostenere la teoria che la razza ”Cane Lupo Italiano” è una razza di cane domestico come il Pastore Tedesco e il Barboncino». Stoccata numero due: «In base a questi risultati non sussistono ”ragioni genetiche” per sostenere con cospicue sovvenzioni l’allevamento di tale razza». Un brutto colpo per il «Lupo Italiano»: forte di prestigiosi testimonial; impiegato sui fronti più disparati, dal Corpo Forestale alla Protezione civile; insignito dal Presidente Ciampi. Nel 2006 era stato qualificato dal Toroc per l’assistenza alle Olimpiadi: «sotto gli occhi del mondo», come ha rivendicato Messi. In pochi minuti è stato ridimensionato a semplice cane domestico, lui che dell’eccezionalità ha fatto la sua arma vincente. Polemiche di bassa lega, come replicano dall’ETLI, o si è incrinato un mito? Il dibattito è aperto. ALESSANDRO MONDO ******************** INTERVISTA a Gianfranco Castagnoli «Sciocchezze di chi cerca pubblicità a buon mercato». La Stampa 31 Luglio 2007. Gianfranco Castagnoli è il direttore dell’ETLI. Che ne pensa? «Sono amareggiato. Non per la richiesta di sospendere i contributi, ma per la disinvoltura con cui si infanga una creatura eccezionale». Più cane che lupo, secondo Ecologisti e Lav... «Non voglio inseguire queste sciocchezze: parleranno i nostri esperti, e i nostri legali. Preciso che mentre Moriconi e soci giocavano al ”piccolo chimico”, affidando a terzi campioni di sangue prelevati senza la nostra autorizzazione, un esemplare di ”Lupo Italiano” ha vinto il concorso della Protezione civile». Insomma: accuse senza fondamento? «I migliori testimonial del ”Lupo Italiano” sono tutti quelli che ogni giorno ne apprezzano le qualità».